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«DE PROFUNDIS» PER IL CENTRO STORICO DI TEANO

 
(foto di Mimmo Feola)
 

Pensavamo che le insensate e miopi scelte nella gestione del territorio e del Centro Storico, gli atti posti in essere dalle varie amministrazioni che nel tempo si sono succedute, fossero solamente dettate dal pressapochismo, dalla sottovalutazione di problematiche socio economiche e culturali, dalla non chiara comprensione di aspetti che sono di basilare importanza per la vita di comunità, per il benessere psico-fisico dei propri concittadini, e per il rispetto, la considerazione e la cura che una Città illustre e millenaria dovrebbe, invece, ingenerare con naturalezza e immediatezza; a maggior ragione in coloro che sono stati scelti per amministrarla.
Purtroppo, sbagliavamo di grosso, l'orizzonte ideale, la visione progettuale strategica del futuro, e chiaramente la gestione del presente di un territorio e di una popolazione, non s'appartiene a loro, la loro cifra comune è solo quella dell'esserci, dell'occupare le stanze del governo e navigare a vista. Senza soluzione di continuità tra nuove e vecchie classi politico dirigenti, che nel loro operare riflettono e riproducono l'andamento del granchio: ad ogni passo in avanti ne corrispondono sempre due indietro.
Tanto che, ormai, la caratteristica peculiare di tutte le amministrazioni succedutesi negli ultimi tre o quattro decenni, sembra essere divenuta quella del far rimpiangere la precedente.
Pensavamo di aver toccato il fondo, nell'annichilimento dell'idea stessa di Centro Storico, con la recente Ordinanza n. 42/2024 di “revoca dei dispositivi di sosta a tempo mediante disco orario su tutto il territorio comunale”, con l'annullamento di quel minimo ordinamento di regolazione e limitazione della sosta nel Centro Storico e nelle immediate vicinanze. Che, benché con risultati assai modesti, dovuti in parte al mancato controllo e all'effettiva osservanza, aveva avuto anche un marginale effetto deterrente all'uso e abuso dell'auto nel Centro Storico.
Purtroppo, però, il fondo non si era ancora toccato! E allora eccoci servita l'ultima, in ordine di tempo, trovata: l'installazione di un impianto di ricarica batterie per auto elettriche, in Piazza Duomo.
Una scelta oltremodo biasimevole e davvero scellerata che da il senso preciso e inoppugnabile della cecità, della chiusura ermetica ad ogni istanza, ogni visione, ogni aspettativa della comunità per una Città vivibile e accogliente, con un Centro Storico degno di tale nome e funzione, ridotto ormai a un incontrollato parcheggio perennemente intasato dalle auto che, oltre a deturparlo e ad asfissiarlo, precludendone la piena fruizione e offuscandone ogni visione complessiva, prospettica, impediscono anche il normale passeggio in sicurezza per il Corso e per le Piazze.
E che, invoglia insensatamente a transitarvi e a occuparlo. Con buona pace di chi da anni, pervicacemente, e senza alcun riscontro, parlando al vento e cozzando contro un muro di gomma, si spende per far ritornare il Centro Storico ad essere il cuore pulsante e il salotto della Città.
Paradossale e cinico destino questo della nostra amata cittadina, dove nel tempo sono stati previsti e progettati interventi necessari, indispensabili e qualificanti, per il buon vivere in serenità e senza assilli, godendo della bellezza dei luoghi e di un paesaggio incantevole, ma che quasi tutti sono rimasti solo sulla carta, abortiti senza alcun intervento di provvidenziali “obiettori di coscienza” sempre presenti in altri luoghi. Basti un solo elenco esemplificativo: la piscina comunale; il centro congressi, la caserma dei carabinieri; il progetto di recupero, tutela e salvaguardia della collina di S. Antonio; il collettore fognario sul Rio Misseri e il depuratore; il recupero dell'area di S. Agostino; la villa comunale e il piano parcheggi. Cosa sarebbe ora Teano con solo alcune di quelle opere che la dabbenaggine e l'insipienza politico amministrativa ha reso inattuabili, perdendo anche i previsti finanziamenti?
Domanda retorica, in considerazione di ciò che sono diventati i paesi vicini, un tempo piccoli villaggi e borgate e ora, grazie ad amministrazioni appena appena più coscienti e consapevoli, cittadine accoglienti e attraenti, e dotate dei servizi pubblici essenziali: ville comunali, palestre, piscine, viabilità pedonale e carrabile perfettamente funzionale.
Allora, cominciamo col comprendere, finalmente, che per ridare un futuro alla nostra Città e rilanciarla sul piano socio economico culturale, bisogna con immediatezza procedere all'individuazioni delle criticità che la strozzano, selezionare le assolute priorità e elaborare piani programmatici d'interventi mirati e qualificanti.
Che, al netto delle macro problematiche legate al lavoro, al commercio, all'agricoltura, al turismo alla tutela ambientale, che toccano tutta la Terra di Lavoro e il Sud in generale, sono tante, vive e urticanti: l'approvvigionamento idrico; la viabilità pedonale, con marciapiedi quasi totalmente impraticabili e insicuri; gli sversamenti e le discariche abusive; la mancata apertura del centro di raccolta rifiuti; l'organizzazione degli uffici comunali, con aperture circoscritte a pochi giorni e a poche ore che limitano l'accesso ai lavoratori e alle persone sole e/o anziane e fragili (precedentemente gli orari di apertura al pubblico erano: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 tutti i giorni e dalle 15,30 alle 17,30 nei rientri del lunedì e del giovedì); la mancanza di infrastrutture sportive: palestre, piscine, campi di calcio/calcetto periferici; la villa comunale; i parcheggi.
Elenco assolutamente non esaustivo, ma sufficiente ad indicare una via di uscita dal pantano in cui ci si è immersi.
Allora, ritornando al Centro Storico, si deve capire che è assolutamente indispensabile liberarlo dalle auto e renderlo isola pedonale.
Cominciando a ripensare a tutta una serie di interventi tra quelli rimasti sulla carta, rimodulandoli e riadattandoli alla bisogna, con una previsione di aree di sosta attorno al perimetro della mura del Centro storico: liberandole dalle fatiscenti capanne con copertura in amianto di Viale Europa; rivedendo l'antica convenzione con la Curia per l'utilizzo del parcheggio dell'Auditorium; incentivando l'uso di quello esistente in Viale S. Antonio; e, magari, considerando la possibilità di intervenire sull'area parcheggio dell'Auditorium, per la realizzazione di parcheggi interrati e serviti da una scala mobile che porti direttamente nell'area dell'ex edificio Regina Margherita, in pieno centro, riprendendo in piccolo il progetto “abortito”.
Inoltre, attivandosi per l'utilizzo in comodato d'uso con la Curia vescovile (che nel passato ha dato piena disponibilità), del giardino pensile, conformandolo a villa comunale.
Ecco, già con questi primi interventi, Teano potrebbe cominciare a ripensare in grande, potrebbe di nuovo rappresentare un polo attrattivo, rigenerante e rilassante, per le popolazioni dell'area napoletana e regionale, qual era fino ai tragici e distruttivi eventi della seconda guerra mondiale, in un contesto ricchissimo di storia e monumenti di eccezionale valore, in un paesaggio lussureggiante e un ambiente fortunatamente ancora sano e quasi del tutto integro.

Martino Amendola
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 8 Agosto)