L'ASSOCIAZIONE
 
il Sidicino
 
Indice per autore
 
Indice Marco Ceci
 
 

LA MONETA CIRCOLANTE NEGLI ANTICHI MERCATI

DELLA ZONA AURUNCA
 
SUESSA
 

Nel III sec. a.c., prima che la monetazione osco-campana fosse assorbita da quella romana alcune monete, gli oboli come quello recante nel dritto Pallade con elmo corinzio e nel rovescio il Gallo con la stella, erano molto diffusi in tutta l’alta Campania ed il basso Lazio al pari di una moneta unica, se vogliamo un precursore dell’euro. Si sentì la necessità di una moneta che si confacesse a i bisogni della popolazione, una moneta spicciola, abbondante e di largo credito che favorisse i commerci locali, cosa che la didramma in argento, diffusa in quegli anni in area campana, non poteva garantire dato il suo valore.
Dalla legenda dell’etnico Svesano, Caleno, Caiatino, etc. possiamo attribuire le monete ad i centri aurunci di Suessa, Cales, Teanum, Caiatia, Aquinum, ed ancora con lo stesso simbolo del gallo i centri di Nola, Telesia, Aesernia, Venafrum.
Alcuni leggono nella legenda un genitivo plurale Suesano(rum), Caleno(rum) sottinteso moneta (nomisma), altri invece un ablativo singolare sottinteso (a populo) Suesano, Caleno.
Stessa cosa dicasi per le altre monete.
Intenso era il commercio, le masse rurali sparse nei pagi, nelle villae, sui monti, affluivano alle fiere ed ai mercati periodici, le Nundinae, che avevano luogo nei centri di Minturnae, Suessa Cales, Teanum etc. oppure nelle grandi piazze in prossimità di grandi strade di comunicazione, i Fora, come Forum Popili, su l’Appia verso Capua o Forum Claudii a Carinola, oppure nei vici.
Le Nundinae avevano luogo ogni nove giorni e, scandendo il calendario, erano frequentate specialmente da i pagani, i contadini, gli abitanti del Pagus, da una folla di coloni, schiavi, pastori, agricoltori che si incontravano per comprare o vendere derrate alimentari, utensili, ferri agricoli, animali ma anche per portar a termine gli affari e le speculazioni commerciali.
Sulla buona riuscita dei commerci sovraintendeva Mercurio (Hermes), divinità preposta ai baratti ed ai negozi, ai traffici, dal nome di Mercurio, (mercari )trafficare, merce, mercato, mercanzie, merceria. I mercati quindi erano sotto la protezione di Mercurio ed anche le strade, con i suoi calzari alati rappresentava il Dio Viales, il viaggiatore che commercia spedito e tempestivo.
Si è ipotizzato che a Mercurio era dedicato un importante tempio nella città di Suessa proprio sul sito della attuale Cattedrale. Nella monetazione suessana in bronzo vi è un obolo che nel dritto reca proprio Mercurio e nel rovescio l’Ercole che strangola il leone Nemeo.
L’iconografia del gallo sin dal secolo VI a. c. è presente nella monetazione greca di area italica in particolare nella siciliana Himera, dove rappresenta il dritto della dracma in argento o anche nello statere di Krotone.
Nei casi sopraelencati ha probabilmente lo scopo di richiamare alla produzione agricola locale così come la spiga di grano la richiamava nella moneta di Metaponto oppure il gallo era legato al sole, quindi ad Apollo, perché cantando al suo sorgere annunciava il nuovo giorno.
Complessa risulta invece l’interpretazione del gallo con stella in area aurunca rappresentante il rovescio di sette città unite in una federazione monetaria a significare l’autonomia che Roma concesse agli alleati nella guerra contro Cartagine, il gallo con la stella del mattino (Matui) animale sacro alle popolazioni osche ed indicato come Kikirres.
*****
Fonti:
Nicola Borrelli, Numismatica anno XII Il numerario circolante negli antichi mercati della Campania, 1946.
Giovanni Santelli e Alberto Campana, Appunti di iconografia Monetale, il Gallo.
Marco Porcio Catone, De Agri Cultura.
Artur Sambon, Le Monnaie Antique de l’Italie, 1903.

Marco Ceci
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n.2 Febbraio
)

CALES
TEANUM
AQUINUM
CALATIA
Tabula Nundinale, Museo Archelogico
Nazionale Napoli, Mann
Calco in gesso per ricostruzione della Tabula Nundinale.
Un bastoncino di colori diversi per ognuna delle città era inserito in
corrispondenza del nome ed in corrispondenza del giorno.
Museo della Civiltà romana, Roma
Pezzo di reimpiego inserito nella facciata
del duomo di Sessa Aurunca raffigurante Mercurio
SUESSA