È stato recentemente dato alle stampe il volume di Alessandra Veropalumbo (1987-) dal titolo: Dizionario biografico degli Architetti e Ingegneri dell'Ottocento preunitario negli Archivi napoletani [Storia e iconografia dell'architettura, delle città e dei siti europei, 10], Napoli, FedOAPr., 2024.
Il corposo volume che permette di ricostruire una specifica realtà postunitaria, soprattutto grazie a fonti d'archivio, dopo la Premessa [p. 7] a cura di Cesare de Seta, la Presentazione [p. 9] a cura di Alfredo Buccaro, cui segue l'Introduzione [p. 11] si suddivide in due parti. La prima è dedicata alla Fortuna critica del dizionario biografico [p. 17] Quadro istituzionale, amministrativo, normativo dal 1800 al 1860 [p. 25], all'interno del quale: Consiglio degli Edifici Civili (1806) | Consiglio dei Lavori Pubblici (1807) | Corpo di Ponti e Strade (1808) | Direzione generale di Ponti e Strade (1817) | Giunta di Fortificazione (1817) | Commissione di Revisione (1826) | Consiglio Edilizio della città di Napoli (1839) | Appuntazioni per lo Abbellimento di Napoli (1839) | Regolamento Edilizio (1840) | Istruzioni (1839) | Ministero dei Lavori Pubblici (1847) | Precetti d'arte (1854) | Amministrazione generale di bonificazione (1855) | Corpo reale del Genio Civile (1861) | Consiglio superiore dei Lavori Pubblici (1861).
Strumenti e istituzioni per la formazione degli architetti e degli ingegneri [p. 35] che a sua volta si suddivide in Considerazioni architettoniche di Nicola d'Apuzzo (1831) | La scienza dell'architettura di Francesco de Cesare (1855) | Vocabolario di Architettura di Francesco Jaoul (1874) | Facoltà di matematica presso l'Università di Napoli (1777) | Real Accademia militare nell'edificio della Nunziatella (1786) | Compagnia dei Pompieri (1810) | Accademia di Belle Arti (1802) | Scuola di Applicazione di Ponti e Strade (1811) | Scuole private | Titolo accademico (1812) | Albo degli Architetti giudiziari (1835).
La seconda parte, invece è un Dizionario degli architetti e ingegneri dal 1800 al 1860 [p. 45], seguono gli Apparati che si distinguono in Fonti documentarie [p. 487] e Fonti bibliografiche [p. 491].
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Alcuni nomi, non necessariamente di origine italica, risultano estremamente interessanti perché dimostrano, grazie ai progetti sviluppati, il notevole progresso pre-unitario raggiunto in ambiti che non ci aspetteremmo, abituati come siamo a essere denigrati, o meglio ancora disprezzati, per la nostra supposta e unica eredità contadina.
Il volume ci permette di conoscere l'ingegnere Armand Joseph Bayard de la Vingtrie (n. Parigi, 27 giugno 185, m. Parigi, 28 aprile 1875) che, giunto a Napoli il I gennaio 1836, costruì il tratto ferroviario tra Napoli e Nocera, attraversando i comuni di San Giovanni a Teduccio, Portici, Resina, Torre del Greco, Torre Annunziata: Da quest'ultima località avrebbe sviluppato un ulteriore segmento, realizzato però a sue spese, fino a Castellammare. Tutti i lavori anche secondari (e.g. la costruzione di alloggi per il personale) furono conclusi in sei anni.
Un altro personaggio attivo in Terra di Lavoro, nel 1866 fu ingegnere di I classe per l'ufficio provinciale di Caserta: Alfonso Ciancio (n. 7 marzo 1820, di cui si ha notizia fino al 1867). Costui lavorò a progetti di segmenti di ferrovia in varie parti del Regno, come testimoniano alcuni suoi scritti (1).
Giuseppe Ferrarelli (n. Teramo, 8 gennaio 1832, m. Napoli, 26 gennaio 1921), ex-allievo della Nunziatella: tra i suoi insegnanti: Luigi Blanch (m. 1872) e Francesco De Sanctis (m. 1883) (2), nonché zio di Benedetto Croce (m. 1952) per parte materna (3), invece, fu incaricato della costruzione del tratto ferroviario Capua-Pignataro. Ebbe un ruolo attivo a fianco di Giuseppe Garibaldi (m. 1882) partecipando al bombardamento di Capua (I-2 novembre 1860), il cui assedio era stato pianificato già il 25 settembre 1860 (4), quindi ottenne la medaglia d'argento per le sue ricognizioni sulle rive del Volturno (5). È appena il caso di far notare che il suo essere militare sembra prevalere sull'impegno da civile. In uno scritto che potremmo definire “teorico” (6) si legge: «Il segreto della vittoria, ha detto il maresciallo di Sassonia, sta nelle gambe dei soldati […] Dunque i cambiamenti di guarnigione si dovrebbero fare per tappe, e non già per ferrovie […] Le ferrovie debbono essere adoperate solo in tempo di guerra per forzare le tappe […] Non si può essere contemporaneamente ingegnere civile ed ingegnere militare» (7).
Naturalmente alcune fonti archivistiche possono apparire estremamente attuali o meglio sarebbe dire «divertenti». Relativamente ad Ambrogio Federico Mendia, (n. Napoli, 12 giugno 1813-m. Napoli, 24 gennaio 1888) che nel 1836, in qualità di ingegnere capo, si laureò in matematica e fisica presso l'Università di Napoli, in una lettera datata Napoli, 21 novembre 1883, si legge: «Amatissimo signor commendatore. Un giorno a Roma mi suggeriste di parlare al commendatore Ferrando (8) per la mia faccenda; io no 'l fui dacché il direttore della Scuola per gl'Ingegneri mi aveva detto che avrebbe risposto al Ministero. Ma il Mendia – salva sua grazia – è una tartaruga, così che finora nulla ha fatto!» (9), rendendo umano (quasi attuale) un uomo incredibilmente pragmatico e dalla carriera eccellente sebbene segnata da numerosi progetti rimasti incompiuti ed elencati s.v. da Alessandra Veropalumbo [pp. 321B-322B].
Relativamente a Teano, sono solo due le personalità censite: Emmanuele de Nunzio, nato a Teano, il 14 ottobre 1807, di cui si hanno notizie certe fino al 1860. Allievo della Reale Scuola Militare, si laureò in Architettura presso la Facoltà di Fisica e Matematica il 6 ottobre 1848. Nel 1860 era presente all'assedio della città di Messina in qualità di tenente colonnello [p. 200A]. L'altro, Giuseppe Labriola, è nato a Teano ma le notizie si fermano al 1841. Laureato in Architettura a Napoli presso la Facoltà di Fisica e Matematica il 6 marzo 1841 [p. 287A]. Entrambi sono inseriti negli Annuari ovvero gli «Elenchi dei laureati in ogni facoltà dalla Regia Università degli Studi» relativamente agli anni 1848 e 1841, ma nulla di più sembra reperibile.
In conclusione, è il caso di sottolineare come questo volume restituisca voce e dignità a uomini del passato, di cui si sa ancora poco, i cui progetti hanno contribuito allo sviluppo industriale (10) e non del Mezzogiorno pre-unitario (11). Grazie all'ampia e articolata bibliografia fornita dalla curatrice questo immenso patrimonio diventa maggiormente condivisibile.
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Note
(1) - Idea generale di progetto sull'andamento di varii rami di ferrovia abruzzese, e particolareggiate indicazioni su quello denominato Ceprano-Pescara, Aquila, Stab. tip., 1861; Proposta di una piu breve traversata per strada ordinaria e per taluni tratti di ferrovia in esercizio da Napoli ad Ancona, Caserta, Stabilimento tipografico del. comm. G. Nobile, 1867.
(2) - Cfr. Scritti politici di Francesco De Sanchj, raccolti da G. FERRARELLI, Napoli, A. Morano, 18954 (disponibile in più edizioni, anche più recenti).
(3) - T. IERMANO, I bottoni del professore. L'educazione civile di Francesco De Sanctis nelle pagine di Niccola Marselli e Giuseppe Ferrarelli, in «Studi desanctisiani» - Pisa & Roma, XI (2023), a cura di G. PANZINI, pp. 11-32.
(4) - Cfr. A. IODICE, La battaglia del Volturno 1-2 ottobre 1860, Nuove Ricerche e Documenti [Collana di Studi Storici, 5], presentazione di G. GALASSO, Napoli, Tip. Laurenziana, 1990, pp. 503-05.
(5) - Cfr. «Un mio zio, che era capitano nell'esercito italiano e aveva combattuto sul Volturno nelle schiere di Garibaldi, e che si trovò accanto a un valoroso generale piemontese, non resse alla vista di una di queste esecuzioni, da lui invano deprecata, e chiese e ottenne di essere destinato altrove»: B. CROCE, L'Italia nella vita internazionale, in Scritti e discorsi politici (1943-1947) [Scritti varii, 11], Bari, G. Laterza & figli, 19732, p. 98.
(6) - Cfr. «Un mio zio, che era capitano nell'esercito italiano e aveva combattuto sul Volturno nelle schiere di Garibaldi, e che si trovò accanto a un valoroso generale piemontese, non resse alla vista di una di queste esecuzioni, da lui invano deprecata, e chiese e ottenne di essere destinato altrove»: B. CROCE, L'Italia nella vita internazionale, in Scritti e discorsi politici (1943-1947) [Scritti varii, 11], Bari, G. Laterza & figli, 19732, p. 98.
(7) - Schizzi, Napoli, Di Dura, 1871, pp. 100, 106 (volume digitalizzato anche da Google).
(8) - L. DE ROSA, Lettere di scienziati napoletani a Giuseppe Fiorelli (1847-1883) [Cavoliniana: monografie della Società dei Naturalisti in Napoli, 6], Napoli, FedOAPress, 2025, p. 71, nota 113: «Giovanni Ferrando (Fiesole, 1838-S. Giovanni Battista, 1906) fu funzionario del Ministero della pubblica istruzione e dal 1883 capo della divisione (poi Direzione Generale) dell'istruzione superiore».
(9) - Ibidem.
(10) - L'architetto Antonio Bucci, per esempio, mise a punto un motore a immersione a uso di un lanificio sul fiume Irno (Salerno) il cui disegno è conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, così come il «turbine idraulico a spirale perfezionato», messo a punto dall'ingegnere meccanico Luigi Armingaud, e che sarebbe di fatto la prima lavatrice del Regno (1851): A. PORTENTE - A. TOLOMEO, Il progresso tecnologico nel Mezzogiorno pre-unitario dalle iconografie dell'Archivio di Stato di Napoli. I: Le figure, a cura di I. PRINCIPE, Vibo Valentia, ed.zni Mapograf, 1990, pp. 58-59.
(11) - Altri ingegneri furono attivi nella edilizia civile: M.G. PEZONE, Trasformazioni urbane ed edilizia pubblica a Santa Maria Capua Vetere dopo l'Unità d'Italia, in I Due Risorgimenti: La costruzione dell'identità nazionale, a cura di M.L. CHIRICO-R. CIOFFI-A. GRIMALDI-G. PIGNATELLI, Seconda Università degli Studi di Napoli, Giannini ed.re, 2011, pp. 153-162 (lo studio dipende dall'Archivio Storico del Comune: Santa Maria Capua Vetere; Archivio dello Stato, Roma et al.).
Rosa Conte
(da Il Sidicino - Anno XXI 2025 - n. 6 Giugno) |