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Vita del Club Sidicino...

 
(foto di Mimmo Feola)
 

Mondo Nuovo – Viaggio alle origini della Magna Grecia (Rizzoli 2024), questo il titolo del recente lavoro letterario del prof. Massimo Osanna, presentato a Teano venerdì 15 maggio 2026, nell'aula consiliare del Municipio, gremita fino all'inverosimile ed elegantemente allestita a cura del Comune di Teano con un'organizzazione che non ha lasciato nulla caso e con il giovane sindaco avv. Giovanni Scoglio perfetto anfitrione.
Il moderatore della serata, on Mario Landolfi, ha rivelato alla platea come l'invito per il prof. Osanna fosse scaturito da un'iniziativa del Club Sidicino che, nella scorsa estate in occasione di un convegno tenutosi a Napoli, strappò all'illustre ospite l'impegno per una sua presenza in Teano.
Chi sia il prof. Massimo Osanna è noto. Completa e ricca formazione accademica, con specializzazioni nella rinomata Scuola Archeologica Italiana di Atene, quindi presso le gloriose Università di Tubinga e di Heidelberg, fino all'ordinariato presso la facoltà di Archeologia classica dell'Ateneo napoletano. Poi una sorta di seconda vita, che comincia con l'incarico direttivo della Soprintendenza di Pompei e da allora, per sua stessa ammissione, lo ha posto in una sorta di “aspettativa perenne” rispetto alla carriera accademica, per scalare le vette altrettanto prestigiose del Ministero della Cultura, fino all'attuale incarico di Direttore Generale dei Musei Italiani.
Ma “il lungo studio e 'l grande amore”, per dirla con il Sommo Poeta, non lo hanno mai abbandonato; di qui non solo i successi operativi ma l'avvertita necessità di completare ogni opera di ricerca con fatiche letterarie. L'eleganza e la signorilità il prof. Osanna la dimostra poi, quando si rende conto dei Sindaci in sala, per stringere la mano, uno ad uno, a tutte le fasce “tricolori” invitate.
Come ha ricordato il dott. Francesco Sirano, attuale direttore del MAN di Napoli e indimenticato primo Direttore del Museo Archeologico di Teano, nel suo ruolo di relatore, il libro del prof. Osanna, sebbene abbia una completezza scientifica per addetti ai lavori, può essere fruito anche dal grande pubblico, perché racconta storie, con un viaggio nel tempo e nello spazio, senza essere un romanzo né una storia romanzata. Piuttosto una passeggiata, una vera e propria salita verso il Parnaso.
Vedo in ciò un'analogia, né casuale né l'unica avvertita, con la storia della musica e mi piace ricordare che la “Salita al Parnaso” è proprio il titolo di un testo settecentesco per la regolare composizione musicale.
Cosa avvenne nell'Italia meridionale tra l'VIII e il VI secolo a. C.? Fu una colonizzazione o una conquista? Il dott. Sirano illustra che il libro del prof. Osanna, attraverso lo studio dei reperti, nega che ci furono “infiltrazioni” per minare le genti italiche, o un disegno perverso di sostituzione dei “nativi”. Certo non mancarono scontri, ma l'archeologia narra storie di uomini e di popoli che in questa terra si sono incontrati, affrontati e amalgamati in un processo dinamico e senza soluzione di continuità; un fenomeno di ibridazione, che diventa la vera cifra di quel mosaico di civiltà.
Si è chiesto quindi il moderatore, on. Landolfi, se sia casuale l'espressione “Mondo Nuovo”, con il termine di Nuovo Mondo, assegnato al Continente americano fin dal XVI sec. per distinguerlo da quello che era il Continente Antico. Ovviamente no, ribadisce il prof. Osanna nelle sue conclusioni.
Come non cogliere anche in questo passaggio una forte analogia con l'opera sinfonica di Dvořák, nota col titolo di “Sinfonia dal Nuovo Mondo”, composta nel 1891, allorché il musicista ceco, invitato a New York realizzò una sinfonia di matrice classica europea, contaminata dalla musica autoctona americana filtrata attraverso le suggestioni che la sua sensibilità artistica aveva colto.
Ma la scoperta del “Mondo Nuovo” del prof. Osanna è un invito a cogliere anche le radici della civiltà europea nel mondo greco (e poi romano che su quello si innesta), come aveva ricordato nel suo saluto il Presidente del Club Sidicino, dott. Nicola Salvi.
È importante comprendere, sottolinea ancora il prof. Osanna, che così come a Napoli, quando camminiamo nel centro storico, calpestiamo ancora un ordito viario del piano originario greco di fondazione, una sorta di documento di pietra, anche la nostra Teano è Città fatta di stratificazioni storiche notevolissime.
L'identità attuale può essere perciò recuperata e meglio affermata proprio attingendo dal passato e facendo rete con l'intero territorio. Se nei recenti colloqui con Trump, ricorda il moderatore, Xi Jinping ammonisce a non cadere nella c.d. trappola di Tucidide, può dirsi che la cultura greca, fucina della civiltà mediterranea, non abbia confini.
Quanto al lavoro degli “addetti ai lavori”, per il prof. Osanna essi devono aver ben chiaro che la cultura e il bene culturale in genere devono essere fruiti da tutti e proprio per questo bisogna saper differenziare l'approccio verso i diversi tipi di utenza. La promessa, infine, alla richiesta del Sindaco: Teano non sarà mai abbandonata, perché il suo valore monumentale e archeologico è di primaria importanza.

Gian Paolo D'Aiello
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 5 Maggio)