Il “Convivio diVino” prosegue il suo tour nei ristoranti del nostro territorio. Oggi siamo ospiti del “White Stone” Ristorante e Pizzeria nel comune di Marzano Appio in Via Casilina, 8 per la degustazione didattica di uno dei più apprezzati rossi siciliani: il “Mille e una Notte Sicilia Rosso DOC 2019”
“Rottura di vetro, entrata di moneta!” dice un proverbio napoletano.
Significa che se involontariamente si rompe un oggetto di vetro, sembra che questo incidente, porti inattese entrate economiche. Ed è stato forse per questo motivo che il nostro Alberto Ruggiero ha pensato bene di rompere il mio decanter di cristallo.
Dopo questo involontario “disastro”, siamo passati alla conoscenza dell’azienda che produce questo cavallo di razza dei vini siciliani, la Cantina Donnafugata.
L’azienda nasce in Sicilia dall’iniziativa di una famiglia che ha saputo innovare lo stile e la percezione del vino siciliano nel mondo. Giacomo Rallo, quarta generazione di una famiglia con oltre 170 anni di esperienza nel vino di qualità, fonda Donnafugata nel 1983 insieme alla moglie Gabriella, pioniera della viticoltura in Sicilia. Oggi i figli José e Antonio guidano l’azienda e una squadra di persone orientata all’eccellenza.
La Sicilia è un continente vitivinicolo dalle straordinarie peculiarità. Donnafugata si fa portavoce di questa diversità dai terreni a picco sul mare, a quelli collinari, fino a quelli di montagna, puntando al miglior abbinamento tra terroir e vitigni (oltre 20).
L’azienda ha le cantine storiche a Marsala e quattro Tenute con cantine di vinificazione e vigneti per 488 ettari in totale, tra Contessa Entellina, Pantelleria, e dal 2016 sull’Etna e a Vittoria.
Donnafugata ha raggiunto ragguardevoli risultati economici relativamente al segmento dei vini di qualità, chiudendo il 2022 con un fatturato di 34,9 milioni di euro. I vini dell'azienda sono distribuiti in Italia e in 70 mercati stranieri.
Con il FAI Donnafugata condivide l’amore per la bellezza e il paesaggio. Dall’incontro tra Marco Magnifico e Giacomo Rallo, nasce l’idea di rendere visitabile un giardino pantesco, simbolo di armonia fra uomo e natura. Nel 2008 Donnafugata restaura e dona al FAI uno splendido giardino, immerso tra le vigne di Pantelleria, e diviene corporate golden donor della Fondazione
Nel dialogo con l’arte, Donnafugata trova un modo di essere che la rende speciale. Il nome rimanda al romanzo Il Gattopardo e la storia di una della regina in fuga là dove oggi si trovano i vigneti aziendali, ha ispirato anche il logo.
Uniche e inimitabili, le etichette rappresentano un tratto identitario dell’azienda. Ispirate da Gabriella e realizzate dall’artista Stefano Vitale, raccontano il mondo e i colori di Donnafugata.
Nella fantasia dell'autore, il palazzo illustrato sull’etichetta del “Mille e una Notte” si ispira a quello dove si rifugiò la regina Maria Carolina in fuga da Napoli e fu la casa preferita dello scrittore Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita Belice. Gabriella Anca Rallo ne cattura l’immagine e la incastona in un cielo da “Mille e una Notte” pieno di stelle e ricco di promesse. Un omaggio al capolavoro passionale della letteratura orientale, capace di raccontare mille e una favola.
Il “Mille e una Notte” nasce dal matrimonio tra Nero d’Avola, Petit Verdot, Syrah ed altre piccole quantità di uve nere locali che dopo la vendemmia, che si svolge tra fine agosto e gli inizi di settembre con raccolta manuale in cassette, con attenta selezione delle uve in vigna e ulteriore scelta dei grappoli in cantina, sul tavolo vibrante e successiva selezione degli acini grazie ad una diraspatrice di ultima generazione, in grado di scartare quelli verdi e surmaturi. Fermentazione in acciaio con macerazione sulle bucce per circa 14 giorni alla temperatura di 28-30 °C. L’affinamento è svolto per 14 mesi in barriques nuove di rovere francese. Il vino è poi affinato per quasi 2 anni in bottiglia.
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Degustazione
Dal colore rosso rubino intenso, Mille e Una Notte 2019 presenta un ampio bouquet caratterizzato da note fruttate di more e gelsi neri, freschi sentori balsamici di liquirizia, note speziate e delicate nuances di tostatura dolce. Potente e profondo al gusto, con tannini importanti e vellutati. Chiude con una notevole persistenza gustativa e seducente sapidità.
Ottimo con primi piatti con ragù di carne, arrosti e brasati di carne e con formaggi stagionati o con il caciocallo ai ferri.
Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 10 Ottobre) |