L'ASSOCIAZIONE
 
il Sidicino
 
Indice per autore
 
Indice Germano Faella
 
 

"Convivio diVino" - La degustazione del 18 ottobre 2024

"Les Crétes Valle D'Aosta Chardonnay Cuvée Bois" 2022
 
 

Il Convivio diVino prosegue il tour nei ristoranti del nostro territorio per le degustazioni didattico/conviviali di vini prestigiosi. Qui siamo al ristorante "La Vecchia Corte" di Vairano Patenora, una bella realtà gestita da Valerio Liuzzi e Lindoro Pisano entrambi di Teano con altri collaboratori, tutti giovani animati da grande entusiasmo.
In questa piacevolissima serata abbiamo degustato uno splendido vino bianco della Valle d’Aosta, una delle migliori – per eleganza e complessità – espressioni italiane di Chardonnay: "Les Crétes Valle D'Aosta Cuvée Bois" 2022.
Dopo l'assaggio, abbiamo fatto una visita a tutto il ristorante e al bel parco con annessa piscina, per poi proseguire l'incontro con un gustoso apericena accompagnato da un altro gradevole vino valdostano, il "Blanc de Morgex et de La Salle".
Nel palare dei vini valdostani, è impossibile non evidenziare l’incessante e straordinario lavoro di Costantino Charrère de Les Crêtes. È grazie a lui che si è scoperta la delicata finezza dei vini di questa regione.
La storia di Famiglia inizia nel 1750, epoca in cui gli Charrère, con determinazione e passione, allevano la vite tra i ripidi pendii montuosi ai piedi di sua maestà Monte Bianco, una tra le vette più alte ed importanti del Vecchio Continente. È proprio la sua influenza a determinare il successo della viticultura di queste colline, le stesse sono state letteralmente strappate alla montagna, alla roccia che ne delinea i lineamenti e ne forgia l’aspetto a tratti ipnotico.
L’ambiente circostante è caratterizzato da forti dislivelli e i terreni sono composti da suoli di origine morenica, sabbiosa, piuttosto drenanti e a componente granitica. Indubbiamente Les Crêtes, anno dopo anno – e anche in periodi piuttosto bui – è sempre stata in prima linea per quanto riguarda la promozione del territorio. La determinazione e la voglia di comunicare di Costantino Charrère, il fondatore, colui che nel 1989 avvia l’Azienda, rappresentano tuttora un faro per l’intera Valle d’Aosta del vino. Oggi al suo fianco troviamo l’intera famiglia che si occupa, da ben cinque generazioni, di produzioni agroalimentari oltre ad essere proprietaria di uno storico mulino ad acqua del ’700 e delle antiche cantine di Via Moulins.
Il cuore pulsante dell’Azienda rimane tuttavia il vigneto, là dove nasce la miglior materia prima.
La proprietà si estende su un’area di 30 ettari lungo la Dora Baltea, diversi i comuni coinvolti tra cui: Aymaville, Saint Pierre, Sarre, Gressan, Aosta e Saint Christophe. Un elemento che favorisce immensamente la viticoltura valdostana è senza dubbio il clima alpino: secco e costantemente ventilato, rende possibile una coltivazione a basso impatto ambientale. Muffe, insetti e funghi, acerrimi nemici delle uve, appaiano di rado e proprio per questo è possibile ridurre i trattamenti. Da considerare, inoltre, la grande escursione termica tra giorno e notte, responsabile in gran parte del notevole profilo aromatico insito nei vini valdostani.
I vigneti sono allevati ad un’altitudine che varia tra i 600-1000 metri sul livello del mare. Da sempre le cultivar di riferimento sono quelle della tradizione, le cosiddette autoctone, presunte tali o internazionali. In Valle d’Aosta non è mai stato semplice decretare con certezza la paternità di un vitigno: il “Fumin” è tra i pochi a rientrare in questa categoria, il “Petit Rouge” con molta probabilità, meno la “Petite Arvine”, infine “Chardonnay” e “Pinot Noir” che ormai hanno conquistato da anni un posto di rilievo nella tradizione regionale, e con ottimi risultati.
Lo Chardonnay Cuvèe Bois 2022 di Les Crêtes splende nel calice di un bel colore dorato e tanti aromi che si intersecano che provengono sia dal frutto che dal rovere con effetti magnifici: eleganti note boisé, grazie alla maturazione in barrique, poi di pesca, frutta secca, agrumi, zenzero. Perfetta la rispondenza gusto-olfattiva: la sensazione in bocca è ricca e densamente stratificata, con un effetto molto elegante, il sorso inizia fresco, poi si percepisce la morbidezza, subito mitigata dall’ottima sapidità. Chiusura armonica, bilanciata e molto persistente.
Abbinamento: antipasti, tagliolini al tartufo, fondute, sformati, frittate di verdure ed erbe, pesce al forno, carni bianche, formaggi di media stagionatura.

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 1 Gennaio)