L'ASSOCIAZIONE
 
il Sidicino
 
Indice per autore
 
Indice Germano Faella
 
 

“Convivio diVino” - La degustazione del 13 dicembre 2024

 

La “Bottega di Nonna Elena” a Vairano Scalo ha ospitato il “Convivio diVino” in una splendida cornice di bottiglie di vino e prelibatezze gastronomiche che ha piacevolmente sorpreso i convitati che non conoscevano questo simpatico locale del nostro territorio.
L’incontro ha avuto la duplice funzione di degustazione didattica di due spumanti prestigiosi, il Ferrari Perlé Rosé Riserva millesimato Trento DOC 2017 e il Bellavista Franciacorta Brut DOCG Edizione Teatro alla Scala Millesimato 2019 e di un affettuosissimo scambio di auguri tra i convitati per le feste natalizie.
*****
Ferrari Perlé Rosé Riserva millesimato Trento DOC 2017
*****
«Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo, se vuoi veramente possederlo». Se nel 1902 il giovane nobile Giulio Ferrari non avesse fondato l’allora Fabbrica Champagne G. Ferrari e C.ie e nel 1952 Bruno Lunelli fosse stato l’acquirente di quella cantina  il presente non vanterebbe un gioiello enologico di tale portata. Una sinergia di menti illuminate e imprenditori visionari che hanno elevato il Trentino, l’Italia e il mondo delle bollicine con uno sguardo sempre rivolto al futuro. L’obiettivo di Giulio Ferrari è stato di comprendere quanto il Trentino, pur essendo molto più a sud della Champagne, presentasse, grazie alla presenza delle sue montagne, un terroir ideale per produrre grandi bollicine. Dal piantare barbatelle di Chardonnay a produrre singolari spumanti metodi classici ci sono di mezzo le guerre mondiali e una nascita quasi occasionale del primo “riserva” per una dimenticanza forzata in cantina di una bottiglia.
Spumanti Ferrari venduti, esclusivamente, dall’enoteca di Bruno Lunelli che s’indebita pesantemente per poter acquistare quella cantina da Giulio Ferrari. Quest’ultimo, senza eredi, sigla la vendita con un patto bizzarro: cessione di 10 mila bottiglie e circa il triplo a riposare in cantina oltre alla sua consulenza “vita natural durante” e l’assunzione dei due fidati collaboratori, cantiniere e contabile. Bruno Lunelli firma 30 milioni di lire di cambiali si aggiudica la cantina, e, già nel 1965, alla morte dell’ottantaseienne Giulio Ferrari, incrementa la produzione a 80 mila bottiglie trasferendo la cantina in uno spazio più grande.
Poi si succedono le varie generazioni fino ad arrivare al 2011, quando il mitico zio Gino lascia la presidenza a Matteo e come il padre Bruno, con i fratelli Mauro e Franco vengono sottoscritti i patti di famiglia lasciando spazio ai giovani. Il Gruppo Lunelli è un fiore all’ occhiello del nostro Paese in tutto il mondo: 120 anni di azienda e 70 anni di conduzione della famiglia Lunelli con una visione d’impresa che ha il privilegio di creare grandi bollicine trentine valorizzando un territorio, perfetti ambasciatori di un patrimonio culturale e artistico di questa porzione d’Italia.
Degustazione
Millesimato rosé ottenuto dall'ineguagliabile Pinot Nero e Chardonnay dei vigneti di proprietà della Famiglia Lunelli e destinato ad una nicchia di veri intenditori.
L'eleganza del perlage risplende nelle sfumature rosa antico. Bouquet intenso, dominato dalle note eleganti di piccoli frutti. Le piacevoli fragranze di rosa e lampone cedono il passo alle percezioni tostate di biscotto e arancia candita. Sorso prezioso e vellutato, sorretto da un'ottima struttura che esalta la tipicità del Pinot Nero. È arricchito da una delicata nota di spezie, mandorla dolce e lievito, il finale è lungo e persistente.
*****
Bellavista Franciacorta Brut DOCG Edizione Teatro alla Scala
Millesimato 2019

*****
La genesi del nome Franciacorta si perde nella notte dei tempi, tra leggende che citano Carlo Magno ed altre i monaci benedettini, la sua storia è, soprattutto, una splendida ode allo spirito imprenditoriale italiano del Dopoguerra.
La nascita dell’omonima denominazione ha, infatti, origine negli anni ’60 quando varie famiglie iniziano ad investire nella coltivazione della vigna.
Tra gli imprenditori che hanno reso grande la Franciacorta e il suo stile di vita, Vittorio Moretti.
Il ricordo mai sopito delle spensierate estati dell’infanzia, trascorse nelle campagne dei nonni materni, riaffiora con slancio molti anni più tardi, quando Vittorio decide di “fare agricoltura” e di scoprirsi vignaiolo.
La sua determinazione fa sì che l’intuizione prenda forma.
Un pensiero e un’azione che si autoalimentano a vicenda, tramutandosi in un crescendo inarrestabile. Così nasce Bellavista.
Il nome della cantina deriva dalla collina su cui sorge e da cui con lo sguardo si riesce a spaziare verso il Lago d’Iseo, verso la Pianura Padana e verso le vicine Alpi: un luogo di rara bellezza. Oggi Bellavista si estende su oltre duecento ettari di superfice vitata, sparsi a macchia di leopardo un po’ in tutto il territorio della denominazione, fonti di quella diversità geologica e climatica che sta alla base del successo di questa cantina, simbolo non solo della Franciacorta ma di tutta l’Italia del vino.
La Franciacorta, una terra riscritta, una terra che, grazie alla visione di alcuni illuminati imprenditori e di Vittorio Moretti, negli anni settanta risorge, esprimendosi quale regione ideale per le bollicine italiane di eccellenza.
Tutti i prodotti firmati spiccano per eleganza e per precisione stilistica, tanto da riuscire a essere immediatamente riconoscibili¸ un vero e proprio “stile Bellavista”.
*****
Degustazione
*****
Dedicato al leggendario tempio dell’Opera, cui l’azienda si sente vicina e ispirata, è la migliore espressione dell’annata e dello stile Bellavista. Le uve che compongono questa gran cuvée, Chardonnay in prevalenza e Pinot nero, sono le migliori possibili, frutto di una selezione radicale dei singoli vigneti. Oltre alla qualità eccezionale della materia prima utilizzata, questo Franciacorta si differenzia dagli altri Brut per il fatto che più di un quarto dei vini da cui è costituito matura per sette mesi in piccole botti di rovere.
Il Bellavista Teatro alla Scala si mostra nel bicchiere con un giallo paglierino brillante, dai riflessi oro-verdi e un perlage finissimo. Al naso è elegante, con sentori di frutta bianca, fiori di biancospino e sambuco, sentori di mandorle e pasticceria, agrumi canditi. Il sorso è fresco, dinamico, armonioso, aristocratico, cremoso e profondo al tempo stesso. Finale magnifico per pulizia e sapore.

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 3 Marzo)