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“Convivio diVino” - La degustazione del 14 novembre 2025

 

La carovana del Convivio diVino, il 14 novembre, ha fatto tappa ancora a Caianello, al Pub Evening, gestito da Antonia Napoletano e i suoi collaboratori.
C'eravamo preparati ad ascoltare dalla voce del pastore coraggioso Carmine Bonacci, la storia de' “Le Curti”, il suo agricaseificio a Giano Vetusto, purtroppo per sopraggiunti impegni familiari non è potuto essere con noi, ma hanno parlato per lui i suoi strepitosi formaggi: la setosa robiola di latte caprino, l'equilibrato semistagionato formaggio “Duelatti” di caprino e pecorino e il suadente erborinato, sempre con latte caprino e pecorino affinato nelle vinacce.
Affianco ai formaggi, su un accattivante tagliere, c'erano alcuni salumi di Maiale di Razza Casertana dell'azienda Tomaso Salumi di Faicchio: lonzardo, culatello, capocollo, salsiccia e pancetta.
A seguire un giro di quattro gustosissime pizze nel ruoto, caratterizzate da un impasto leggero e alveolato con una base croccante e con dei condimenti con prodotti di altissima qualità.
Queste preparazioni hanno costituito la base per la degustazione di due vini bianchi del nostro territorio, il Greco “Le Corree” e la Falanghina “Pietrarea” dell'azienda Terre dei Colapietro di Marzano Appio gestita da Antonio De Giglio.
Di questi vini singolari abbiamo apprezzato il variegato corredo olfattivo, la brillantezza e l'intensità del colore per dei vini dell'annata 2024.
L'enologo dell'azienda, il dott. Danilo Trabucco, presente al Convivio, ci ha spiegato

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 12 Dicembre)

 

La Cantina
La storia di Terre dei Colapietro affonda le sue radici all'inizio del secolo scorso, quando il bisnonno Carmine coltivava con dedizione le ubertose terredella collina Sarnicola, a Marzano Appio, comune nel cuore del Parco Regionale di Roccamonfina - Foce del Garigliano. Già allora, tra questi suoli vulcanici ricchi e fertili, prendevano vita i vitigni autoctoni di Greco e Aglianico.
Oggi quelle stesse terre appartengono a Carmine Lorenzo De Giglio, che ha ereditato non solo il podere dal nonno materno, Lorenzo Colapietro, ma anche l'amore per la vite, la campagna e l'antica arte del vino.
Una passione trasmessa di generazione in generazione, nutrita dal forte legame con la terra, i suoi ritmi e i valori autentici della cultura contadina. Un'eredità che continua a vivere nei gesti quotidiani e nei calici che raccontano questa storia di famiglia.
I vini
Campania Greco IGP “Corrèe” 2023
Il colore ricorda le ginestre i fiori di campo di questo lembo di Terra di Lavoro. I profumi evocano anch'essi il sole e il calore di questa generosa terra con la pesca e l'albicocca e sono supportati da una buona freschezza e nota minerale che ci ricorda che siamo alle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina. Lieve la nota di vaniglia nel finale.
Campania Falanghina IGP “Pietrarèa” 2023
Colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Dal profumo intenso, ricorda i fiori bianchi e l'ananas. Al gusto si presenta morbido e fresco allo stesso tempo, lasciando una notevole persistenza aromatica con sentori agrumati.
Antonio De Giglio