Sto leggendo della triste fine di una mamma e due suoi figli, torturati e barbaramente uccisi dal loro padre e due suoi complici, santoni di una imprecisata setta religiosa, perché, a dire di questi ultimi, “posseduti dal demonio”!
Oggi è il 17 febbraio del 2024, e la mente non può non andare, guarda combinazione, allo stesso giorno di 424 anni fa, al 17 febbraio del 1600.
Fu in quel giorno che, alle sei del mattino, Papa Clemente Vlll accendeva di persona, con una fiaccola, la pira sulla quale sarebbe bruciato vivo, in Campo dei Fiori, Giordano Bruno; e senza neanche il diritto di gridare per il dolore perché una mordacchia di ferro glielo impediva. Da frate Domenicano cominciò ad aborrire le religioni “rivelate”, perché fondate su dogmi non dimostrabili, e quanti di esse si facevano indiscutibili promotori e difensori. Era un “eretico”, perché si opponeva con la ragione a principi indimostrati e indimostrabili che la Chiesa riteneva intoccabili.
Poca differenza, nei fatti, tra “essere indemoniati” ed “essere eretici”: appena 424 anni non sufficienti a non morire tra terribili torture per strambe perversioni della mente umana!
Un caso non raro, ahimè, quello della povera signora Salamone e dei suoi due figli in età da neppure poter immaginare la stupidità umana, che ben poco ha appreso dal “secolo dei lumi”, lontano anch’esso più di duecento anni.
La differenza, a voler essere pignoli, sta non nelle menti delle vittime, ma dei carnefici; quella di chi si scaglia contro gli indemoniati è una mente bacata nella quale non alberga alcun tipo di lucidità o di ragione, perché sono loro stessi a immaginare e credere alla presenza del demonio, mentre quella di chi difende un “fumoso” dogma lo fa sovente perché questo ritorna utile al suo “potere” ed il solo metterlo in discussione potrebbe pericolosamente sottrargliene. Quindi, quest’ultima, molto bene, anche se malvagiamente, funzionante.
Non vi sembra che a quest’ultima situazione si possa ascrivere la uccisione di Alexei Navalny, più volte tentata ed infine avvenuta, per mandato di Putin? Non era forse egli un “eretico” perché metteva in discussione i dogmi della “grande madre Russia”? Gli stessi per i quali, mutatis mutandis, Stalin armò di una picozza ed inviò in America il sicario che uccise Trotsky. E Mussolini istigò i quattro squadristi che rapirono ed uccisero Matteotti.
E non erano forse eretici anche Socrate, che nell’antica Grecia insegnava ai giovani a ragionare o Cristo che affermava di dare “a Cesare quel ch’è di Cesare ed a Dio quel ch’è di Dio”? Quanti dogmi comodi per l’aristocrazia ateniese o per i rabbini ebrei andavano combattendo?
Furono mandati a morte entrambi, colpevoli soltanto di quello che oggi si definirebbe un “reato d’opinione”.
Cosa gravissima, certo: ma l’uccisione di tre persone, ad opera di più assassini perché ritenute indemoniate non ha altra giustificazione se non nella stupidità e nella fragilità della mente umana, incapace di comprendere sé stessa e le proprie potenzialità positive.
Claudio Gliottone
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 2 Febbraio) |