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NELLE BELLEZZE DEL PARCO NATURALE

DI ROCCAMONFINA – FOCE DEL GARIGLIANO
 
 

I colori delle stagioni fredde ci portano a scoprire il parco naturale di Roccamonfina – Foce del Garigliano. Ci troviamo in provincia di Caserta, in un polmone verde che si estende per più di 8000 ettari, che ha il suo centro nel più antico vulcano della regione Campania, inattivo dal 269 a.C., una probabile data della sua ultima eruzione. Il parco si estende su due diverse superfici, da un lato quella montana e vulcanica dall’altro quella marina-fluviale. Un’oasi diversificata in cui prevale una vegetazione costituita da estesi castagneti e fitte pinete. La sua istituzione risale al 6 novembre 2002 e nasce con una delibera di giunta regionale. Attraversando idealmente il suo vasto territorio si possono scorgere veri e propri pezzi di storia, tra mura megalitiche e profondi canyons scavati nella roccia nel corso di tanti anni e sul fondo scorrono corsi d’acqua che un tempo costituivano centri di lavorazione del ferro e del rame o di mulini con ruote idrauliche di cui ancora oggi rimangono tracce visibili con veri e propri cimeli che testimoniano un passato ancora vivo. Non meno variegata e spunto di interessanti ricerche la fauna del luogo che si fonde con una natura rigogliosa dove vivono cinghiali, volpi, merli, rapaci di ogni genere, usignoli, pettirossi, rettili e anche specie molto rare. L’economia dell’area si poggia essenzialmente sulla produzione di castagne alle quali è legata una tradizione radicata ed una vera e propria ritualità, quella della compravendita sera dopo sera, che si ripete ogni anno. Ed alla raccolta delle castagne si ricollega una manifestazione importante, dedicata appunto a questo prodotto che ha ottenuto il marchio DOP e che si svolge nel centro di Roccamonfina. La sagra della castagna richiama ogni anno, nel mese di ottobre, numerosi visitatori ed amatori di un frutto tanto ambito quanto saporito e proponibile in tante versioni culinarie dal dolce al salato ai farinacei. Ma il parco comprende anche la foce e le rive del fiume Garigliano, parte che viene divisa in tre fasce: la prima, quella costiera, caratterizzata da dune sabbiose dove si trovano pini, mirti e molto altro, la seconda, più interna, formata da fitte pinete e la terza che funge da prezioso rifugio per tante specie di volatili nel corso delle migrazioni stagionali.

“Le ciampate del diavolo nel parco”

Di rilievo il rinvenimento nel comune di Tora e Piccilli, alle pendici del vulcano, delle “orme del diavolo”, una scoperta di tale fama e importanza da assurgere al panorama Mondiale. Le cosiddette “ciampate del diavolo” hanno acquisito un valore altamente scientifico in seguito ai tanti studi effettuati che riconducono alle orme di uomini primitivi vissuti più di trecentomila anni fa, tra cui l’homo heidelbergensis, ma lasciate, secondo una leggenda popolare, da un essere soprannaturale. Il fascino di queste orme, in tutto cinquantasei, ha assunto significati diversi lasciando spazio alla fervida fantasia dell’uomo che non si è risparmiato in teorie a volte stravaganti altre volte basate su dati scientifici. Dagli studi effettuati è emerso che queste orme sono le più antiche al Mondo, risalenti alla preistoria e a circa duecentomila anni prima dell’uomo di Neanderthal. Di esse si sono interessate icnologi, vulcanologi, geologi nel tentativo di ricostruire la loro storia e risalire alla loro origine. Le loro tracce sono rimaste incise nella lava di uno dei ventuno coni vulcanici di Roccamonfina, in una località denominata Foresta. Tra le altre la leggenda più diffusa e nota che si racconta quando si parla delle orme è quella del diavolo che cammina sulla lava lasciandovi impresse le sue impronte. Ancora oggi le persone del posto, soprattutto gli anziani, stentano a credere alle spiegazioni storiche e restano ancorati alle credenze popolari ed ai suggestivi racconti tramandati di padre in figlio. Il parco regionale Roccamonfina-Foce del Garigliano è la meta ideale per chi ha voglia di scoprire una natura incontaminata e di apprezzare quello splendido connubio di storia, arte e cultura, uno spaccato di vita e di verde di Campania Felix dove convivono pacificamente forme umane e vegetali.

Gennaro Loffredo
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 1 Gennaio)