Dopo il successo di Myosotis, Carmen Melese torna in libreria con Il silenzio che incanta, la sua seconda raccolta poetica. Un’opera che, attraverso 130 poesie brevi ma intense, esplora il valore del silenzio come spazio di riflessione, memoria e ricerca dell’essenziale.
Docente di scuola primaria e scrittrice raffinata, Carmen Melese vive a Teano e da anni dedica la sua sensibilità artistica alla narrativa e alla poesia. Con una formazione in lettere classiche e scienze religiose, ha già all’attivo diverse pubblicazioni, tra cui i racconti I titoli non contano (Edizioni AdP, 2000) e Sogni sull’acqua (Franco Di Mauro Editore, 2013), oltre alla raccolta poetica Myosotis (2023). La sua produzione letteraria, spesso premiata e riconosciuta, si distingue per una scrittura essenziale, capace di trasformare le emozioni più profonde in versi limpidi e autentici.
In Il silenzio che incanta, la parola “silenzio” ricorre ben venti volte, quasi a sottolineare il filo conduttore di un’opera che invita alla contemplazione. I versi custodiscono frammenti di viaggi, ricordi, perdite e innamoramenti, delineando un percorso poetico che porta il lettore a riscoprire la bellezza dell’essenziale.
L’autrice racconta di aver sempre provato gratitudine per la vita, nonostante le sue luci e ombre, le partenze e gli addii. “Da allora non ho mai smesso di emozionarmi davanti al silenzio che incanta”, scrive, sottolineando come la poesia sia per lei un rifugio e uno spazio di ascolto interiore. Le sue parole sembrano scolpite nel tempo, capaci di evocare immagini e sensazioni con straordinaria immediatezza. Il lettore, immerso in questo giardino di parole, viene guidato in un viaggio intimo e universale al tempo stesso, dove ogni verso diventa un’eco di esperienze condivise.
Con Il silenzio che incanta, Carmen Melese consegna ai lettori una raccolta di rara intensità, che invita a riscoprire il valore della parola nella sua forma più pura. Un’opera che, nel frastuono del quotidiano, offre un’oasi di quiete e riflessione, dimostrando ancora una volta il potere della poesia di toccare le corde più profonde dell’anima. Un libro da leggere con lentezza, lasciandosi trasportare dal ritmo dei versi e dal fascino discreto del silenzio.
Gennaro Loffredo
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 2 Febbraio) |