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Il drone dell'ottimismo

 
 

Davvero coinvolgente il concerto dell’Epifania svoltosi nel Museo Archeologico di Teano a cura dell’Associazione culturale musicale “Paolo Rigliari”. Ad esibirsi il raffinato quartetto d’archi del festival “Incontri sonori” con Roberto D’Auria, Alberto Marano, Antonio Mastroianni e Raffaele Rigliari, tutti maestri di altissimo livello.
Dopo l’ingresso a sorpresa del primo violino alle nostre spalle, sulle note dell’Allegro finale dell’Inverno di Vivaldi, sono state eseguite musiche di Corelli, Durante, Tchaikovsky, Verdi, Strauss. La musica dal vivo è un’esperienza ineguagliabile, se poi i musicisti e i brani sono presentati con passione e competenza, come il nostro Raffaele Rigliari sa fare, allora non ci resta che ritenerci persone davvero fortunate!
Sembra quasi di vederli quegli autori del passato, e ti viene voglia di sapere qualcosa in più della loro vita e delle loro creazioni artistiche. Così si apprende, per esempio, che Francesco Durante, autore del concerto per archi n. 5 in la maggiore, era un compositore di Frattamaggiore vissuto nella prima metà del ‘700, mentre il Concerto grosso di Arcangelo Corelli, compositore e violinista italiano del periodo barocco, fu composto per la notte di Natale.
L’essere umano è capace di incredibili barbarie, ma sa anche esprimere tangibilmente il proprio talento in imprese di notevole impegno, che suscitano meraviglia. La musica è un drone che ti solleva in alto e ti fa guardare oltre le miserie quotidiane, restituendoti una visione più limpida e una percezione più serena della realtà.
Non poteva esserci, così, dono più bello di questo concerto, per l’inizio del 2024, che ci trova stanchi e in affanno per il presente e il futuro. L’augurio è che questo nuovo anno sia anche un anno nuovo. L’inverno, al quale ha fatto riferimento il brano di introduzione, non è solo il tempo degli alberi spogli e dei campi privi di vegetazione. Al contrario, è il periodo in cui il seme, nascosto sotto terra, sta sognando l’attimo in cui germoglierà. E il silenzio è il grembo che l’accoglie. Come avviene nella musica, anche nella nostra vita ci sono accordi dissonanti che si alternano a suoni armoniosi. Ce lo hanno ricordato i vari brani, tra cui quelli tratti dalla suite dello Schiaccianoci, il delizioso Pizzicato Polka dei fratelli Strauss, e il celebre valzer finale, fuori programma, tratto dalla Jazz Suite n. 2 di Dmitri Shostakovich.
Tutte le musiche eseguite hanno rianimato ancora una volta la sala con gli antichi reperti, tra cui lo splendido mosaico dell’Epifania, perla del nostro museo. Il prossimo concerto, programmato per il 28 gennaio, assolutamente da non perdere, sarà dedicato proprio a Shostakovich e alla memoria delle vittime di tutte le guerre, mentre l’estate ci regalerà un concerto dedicato alle Quattro Stagioni di Vivaldi, metafora della vita che sempre si rinnova.

Carmen Melese
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 1 Gennaio)