Giovanni Mascia: l’ho sentito suonare per la prima volta nella casa della nonna materna a Teano. Aveva circa cinque anni. Sua madre, mia carissima amica, mi propose di ascoltare qualche esercizio musicale del suo amato figlioletto, avviato precocemente allo studio della musica dal padre Lucio, a sua volta abile pianista.
Il bambino accettò volentieri l’invito a suonare, nonostante mi avesse visto pochissime volte. Già questo mi colpì, poi lo osservai mentre si accomodava sullo sgabello del pianoforte, pronto a farmi dono del suo talento. Di fronte aveva uno spartito che eseguì a memoria, perché ormai lo aveva fatto suo. Rimasi incredula davanti alla sua maestria: da un bambino non mi sarei aspettata tanta sapienza ed eleganza! E poi, anche se si trattava di uno studio breve, adatto alla sua età, già si notava un’esecuzione perfetta, con una precisa alternanza dei piani e dei forti. Rimasi senza parole e dal più profondo del cuore sgorgarono spontanei i miei complimenti al giovane allievo e alla sua mamma.
L’8 giugno scorso, dopo sedici anni, nella sala conferenze del Museo archeologico di Teanum Sidicinum, ho riprovato la stessa emozione di gratitudine di fronte a un musicista di 21 anni, così padrone dello strumento musicale e della scena.
Nei suoi concerti, Giovanni non usa spartiti, né cartacei, né elettronici. Certamente li utilizza a casa durante le numerose e appassionate ore di studio. Ma dopo non gli servono più, perché diventano parte della sua stessa vita, espressione del suo profondo sentire. Per Giovanni suonare è come respirare: un’esigenza vitale, un modo per elevarsi ed elevare anche gli altri. Quando ascolti la sua musica, ti sollevi dal luogo in cui ti trovi, ed esci dal tempo presente. Lui ti porta lontano, a casa dei grandi musicisti, mettendoti a contatto con valori e sentimenti sublimi.
Le rondini e le campane, dal meraviglioso terrazzo del Loggione, si sono unite agli arpeggi ora veloci e ritmati, ora struggenti e malinconici delle mani che danzavano sulla tastiera del pianoforte, creando profonde vibrazioni, persino nell’imperturbabile guerriero sidicino, rappresentato alle sue spalle...
Con l’eleganza del portamento e con la consapevolezza e la responsabilità del suo indiscutibile talento, Giovanni ha estasiato tutti, con brani di Scarlatti, Paradisi, Thalberg, Liszt e soprattutto Schumann, di cui ha eseguito il Carnaval, op. 9, sicuramente tra le pagine più importanti delle opere del compositore e di tutta la letteratura pianistica.
La bravura di Giovanni Mascia si evince immediatamente dalla lettura del suo curriculum:
Ammesso all’età di 7 anni al Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento, intraprende gli studi di pianoforte con Gabriella Sisillo, conseguendo il diploma con il massimo dei voti, la lode e la Menzione Speciale. Attualmente si perfeziona con Salvatore Orlando e con Francesco Libetta, presso la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca. Inoltre frequenta il corso di Composizione con Claudio Gabriele presso il Conservatorio di Benevento. Ha frequentato masterclass con brillanti personalità del panorama musicale, tra cui Alexander Romanovsky, Carlo Palese, Norma Fisher e Ilya Itin.
Giovanni si è esibito in varie rassegne concertistiche, come “Piano City” a Napoli, “Festa Europea della Musica” a Benevento, “Sagge sono le muse” al Castello Malatestiano di Longiano, “Musica Preziosa” al Teatro D. Modugno di Aradeo (Lecce), “Miami International Piano Festival Academy” a Villa Medici Giulini, a Palazzo Discanno, presso la Fondazione “Aldo Ciccolini” di Trani, al Museo del Sannio.
Ha collezionato undici primi premi in Concorsi Pianistici Internazionali per categorie, tra cui al XII Concorso pianistico Europeo “Don Enrico Smaldone” ad Angri, dove riceve anche il Premio della critica (D. Ascoli, L. Chierici, L. Fiorito, F. Larovere) “Per la notevole maturità tecnico – interpretativa”.
L’evento dell’8 giugno si pone all’interno del Festival “Incontri Sonori” organizzato dall’Associazione culturale musicale “Paolo Rigliari” che continua a regalare alla nostra città concerti di inestimabile valore.
Giovanni Mascia, che vive a Benevento, tornerà presto a Teano, per esibirsi con altri giovani talenti. Raffaele Rigliari lo ha invitato calorosamente, e Giovanni con gioia e umiltà si è reso disponibile. Gli artisti si capiscono al volo, perché custodiscono e condividono lo stesso segreto nascosto nel cuore della musica. Noi lo intravediamo occasionalmente durante i concerti, che rappresentano un vero balsamo per l’anima; loro se ne cibano quotidianamente, perché non possono più farne a meno.
Non vediamo l’ora di riascoltarlo e di applaudirlo, perché la sua musica non è una musica qualunque: è la musica che, oltre i confini della mediocrità, ti fa spaziare dentro abissi di stelle
Carmen Melese
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 6 Giugno) |