L'ASSOCIAZIONE
 
il Sidicino
 
Indice per autore
 
Indice Carmen Melese
 
 

Il Giubileo della speranza

 
 

La sera del 24 dicembre 2024, alle ore 19:00, Papa Francesco ha inaugurato il Giubileo del 2025, indetto con la bolla Spes non confundit, “la speranza non delude”. Davvero emozionante è stato il rito di apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, seguita dalla tradizionale Messa di Natale. In date successive sono state aperte e attraversate altre Porte sante, tra cui quella del carcere di Rebibbia e delle altre tre basiliche papali di Roma: San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura.
Anche i numerosi fedeli della nostra diocesi, guidati da S.E. Mons. Giacomo Cirulli, si sono uniti alle intenzioni e alle preghiere del Papa, inaugurando l’Anno giubilare con una processione e una solenne concelebrazione nella Cattedrale di Teano, il 29 dicembre scorso.
Con questo gesto assai significativo e fortemente simbolico, si è dato inizio a un particolare anno di grazia, occasione per un rinnovamento spirituale e opportunità di riflessione sul senso degli eventi a cui assistiamo, spesso con un senso di impotenza e desolazione. Siamo stanchi e sfiduciati per il protrarsi di eventi bellici e catastrofi naturali, spesso conseguenza di un uso improprio della libertà dell’uomo. Ed ecco che di fronte a tante vite spezzate, a tanti sogni infranti e attese tradite, si apre una Porta per accogliere il nostro cuore ferito e appesantito dall’insicurezza del futuro.
La Porta Santa per i cristiani è simbolo di Gesù stesso: attraversarla significa affidarsi a Lui e tuffarsi nell’abbraccio di Dio, recuperando la capacità di credere ancora nella possibilità, da parte dell’uomo, di operare il bene, per se stesso e per gli altri.
L’origine del Giubileo è narrata nella Bibbia, al capitolo 25 del libro del Levitico. Il termine deriva dall'ebraico jobel, strumento a fiato ricavato da un corno di ariete, col quale veniva annunciato l’inizio dell’anno giubilare, che si celebrava inizialmente ogni cinquant’anni, mentre ogni sette anni ricorreva l’anno sabbatico, anno di riposo, così come Dio si era riposato il settimo giorno dopo la creazione. Durante questo anno speciale, la terra non doveva essere coltivata, i debiti dovevano essere condonati, e gli schiavi liberati. Era quindi un anno di grande gioia! Infatti, al termine giubileo rimanda anche la parola italiana “giubilo”.
Nei secoli successivi, il Giubileo ha assunto un nuovo significato, altrettanto importante: esso indica l’anno in cui i pellegrini, a determinate condizioni, possono ricevere l’indulgenza plenaria, sperimentando l’amore infinito di Dio, attraverso il perdono pieno e totale dei peccati, con la remissione delle pene. L’indulgenza, cioè, oltre a liberarci dai peccati, cosa che già avviene col sacramento della riconciliazione, cancella anche le cicatrici profonde che i peccati lasciano in noi, restituendoci un’anima limpida e immacolata. Dal punto di vista spirituale si tratta di un dono stupendo, destinato non a una schiera di pochi eletti, ma a chiunque abbia il desiderio sincero di fare qualcosa di buono e di bello per rendere il mondo migliore.
Il primo Giubileo del cristianesimo fu indetto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII che aveva previsto un Giubileo ogni cento anni. Successivamente si stabilì che venisse celebrato ogni 33 anni (per ricordare quelli che, secondo la tradizione, erano stati gli anni della vita terrena di Gesù); infine ogni 25 anni, per permettere ad ogni generazione di vivere almeno un Anno Santo. Accanto ai Giubilei ordinari non sono mancati, in occasione di avvenimenti di particolare importanza, Giubilei straordinari come quello della Misericordia, indetto da Papa Francesco nel 2015.
Oltre alla Porta Santa, un altro segno caratteristico dell’Anno giubilare è il pellegrinaggio. Il termine pellegrino viene dal latino per-ager che significa “attraverso i campi” e indica una persona in cammino. Nell’Anno Santo ogni persona che cerca Dio, visita luoghi religiosi significativi e attraversa la Porta Santa per esprimere il proprio desiderio di conversione, con una rinnovata professione di fede, momenti di più intensa preghiera e opere di carità. Si stima che già mezzo milione di pellegrini abbia varcato dall’inizio del Giubileo la Porta Santa a Roma! E tanti altri ancora arriveranno...
Per il Giubileo del 2025, che terminerà il 6 gennaio 2026, è stato ideato da Giacomo Travisani, grafico pugliese, un logo su cui sono rappresentate quattro figure stilizzate, di diverso colore, per indicare l’umanità proveniente dai quattro punti della Terra. Sono abbracciate per indicare la solidarietà e la fratellanza che deve accomunare i popoli: tutti sono orientati verso la croce di Cristo, la cui base è a forma di àncora, simbolo di salvezza che si impone sulle onde non sempre tranquille delle vicende umane. Il motto scelto dal Papa è Peregrinantes in spem: pellegrini di speranza, ma anche pellegrini verso la speranza, che non è banale ottimismo o semplice utopia, ma uno stile di vita.

Carmen Melese
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 1 Gennaio)