Le vaccinazioni consigliate sono:
Anti Herpes Zoster
L'herpes zoster, comunemente chiamato fuoco di sant’Antonio, è una malattia virale a carico della cute e delle terminazioni nervose, causata dal virus della varicella infantile.
Il suo nome deriva da due parole greche, "serpente" e "cintura", che descrivono in modo molto appropriato una malattia dolorosa, come un serpente di fuoco che si annida all'interno del corpo e che a volte ha strascichi lunghi e invalidanti.
La malattia è caratterizzata da un'eruzione cutanea dolorosa con presenza di vescicole, solitamente limitata a un lato del corpo, spesso in una striscia.
La malattia è provocata dal virus della varicella che può diventare latente nei corpi delle cellule nervose senza provocare alcun sintomo.
Trascorsi anni o decenni dopo una infezione, il virus può uscire dai corpi cellulari nervosi e causare una infezione virale della cute nella regione servita dal nervo provocando una dolorosa eruzione.
Vaccinazione anti-pneumococcica
Lo pneumococco è un batterio che può causare polmonite, bronchite, otite, meningite, setticemia.
I principali fattori di rischio sono:
- L'età (le persone di età inferiore ai due anni o maggiori di 65 anni sono a più alto rischio di infezione)
- Malattie croniche cardiache, polmonari, epatiche
- Alcolismo
- Diabete mellito
- Assenza o ipofunzionalità della milza
- Infezione da HIV
- Tumori
- Influenza
-Deficit del sistema immunitario
Il vaccino anti- pneumococcico è molto efficace nella prevenzione di infezioni più gravi e viene somministrato gratuitamente alle persone che presentano i suddetti fattori di rischio.
Vaccinazione anti virus respiratorio sinciziale (VRS)
Ci sono 3 vaccini anti-virus respiratorio sinciziale (RSV):
- Vaccino RSV non adiuvato
- Vaccino RSV adiuvato
- Vaccino mRNA anti-RSV non adiuvato
Tutti e 3 i vaccini sono indicati per tutti gli adulti di età pari o superiore a 75 anni e per alcuni adulti di età pari o superiore a 60 anni, in base a un processo decisionale clinico condiviso.
Nello specifico, gli adulti di età ≥ 60 anni che hanno maggiori probabilità di trarre un beneficio dal vaccino sono quelli considerati a maggior rischio di malattia grave da RSV, compresi quelli con patologie croniche come:
- Malattie polmonari
- Malattie cardiovascolari
- Condizioni neurologiche o neuromuscolari
- Patologie renali
- Malattie epatiche
- Disturbi ematologici
- Diabete mellito
- Immunodeficienza moderata o grave (attribuibile a una condizione medica o a immunosoppressori o a trattamenti immunosoppressivi)
Vaccinazione anti-influenzale
La vaccinazione rappresenta la strategia più efficace per prevenire l'influenza e le sue complicanze, che possono essere serie soprattutto per alcune categorie di persone a rischio.
La stagione influenzale 2025/26 si preannuncia come una delle più intense degli ultimi anni e, sulla base delle previsioni, il picco massimo è atteso tra dicembre e gennaio, con un possibile prolungamento fino a febbraio.
Il vaccino antinfluenzale è raccomandato per tutti a partire dai 6 mesi di età, ma esistono categorie di persone, come quelle di età pari o superiore ai 60 anni e i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, per le quali è particolarmente importante e viene offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Durante la sua relazione, il dott. Cappello ha fatto riferimento ad episodi della sua vita professionale e il racconto ha snellito la trattazione dell'argomento non sempre semplice per i non addetti ai lavori. Tra questi, un episodio che riguarda il vaccino anti pertosse. “Era il 1989, ed ero impegnato nella preparazione del 1° congresso di Pediatria presso l'ospedale in cui lavoravo. Avevo, per tale motivo, invitato dei relatori tra cui un illustre cattedratico che mi chiese, in fase di definizione di scaletta, di parlare di questo nuovo vaccino che in Italia non era stato ancora commercializzato: il vaccino monoclonale anti pertosse. La cosa mi mise in crisi ma fortuna volle che proprio quel giorno si presentasse da me l'informatore tecnico-scientifico della casa produttrice di quel vaccino che mi ragguagliò minutamente e mi permise di fare bella figura al congresso in quanto, per la prima volta in Italia, veniva presentato un vaccino anti pertosse con un nuovo meccanismo d'azione che avrebbe salvato la vita ai tanti bambini affetti dalle complicanze di questa malattia. Convinto della bontà del vaccino, inoltrai all'amministrazione la richiesta d'acquisto di 20 fiale che fu rifiutata per i costi molto alti (2 milioni a fiala). In reparto avevo un bambino con gravi complicanze ed ero in procinto di trasferirlo in un ospedale più attrezzato con la speranza di non farlo morire ma, prima, parlai alla mamma di questo nuovo vaccino già in uso in America. La signora mi diede fiducia, i due milioni da spendere non erano niente in confronto alla vita del figlio, quindi comprò la fiala ed io potei sperimentarne la bontà sul campo quando quel bambino guarì completamente e tornò alla sua vita normale”.
Paola Melillo
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 12 Dicembre) |