Nella sua ormai plurisecolare vita, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, istituito da Giuseppe Napoleone il 20 maggio del 1808 con giurisdizione in quella che, all'epoca, si chiamava provincia di Terra di Lavoro - della quale, in quella contingenza, la città era peraltro capoluogo al posto di Capua - ha visto avvicendarsi, prima nella sua originaria sede di Palazzo Melzi e poi nell'attuale complesso dell'ex caserma Mario Fiore, fior fiore di avvocati, compiutamente illustrati dal loro collega, nonché presidente della Società di Storia Patria di Caserta, il professore Alberto Zaza d'Aulisio, in due apposite pubblicazioni (Profili di Avvocati in Terra di Lavoro, S.M.C.V, 2011; Gli Avvocati di Terra di Lavoro nella Prima Guerra Mondiale, S.M.C.V, 2017). Tra le figure trattate nella prima pubblicazione ci preme segnalare, tre esponenti sidicini nelle persone di Enrico Villani, Giuliano Iannotta e Giuseppe Marrocco. Il primo, nato a Pignataro Maggiore il 4 aprile del 1867, si era laureato a Napoli il 13 agosto del 1889, e facendo leva sulle sue innate qualità intuitive, oratorie nonché su una profonda cultura personale e una solida preparazione giuridica acquisita con gli studi si era cimentato fin dal principio sia nel processo penale che in quello civile, guadagnandosi ben presto l'ammirazione e la stima dei colleghi-antagonisti, tra cui quella di Enrico De Nicola, il futuro primo Presidente della Repubblica. Qualità che, insieme ad un'indole briosa e cordiale, ingigantita da un espressiva gestualità, lo rendevano particolarmente simpatico. In virtù di queste caratteristiche ebbe una prolifica attività professionale testimoniata dalle sue numerose memorie difensive confluite in una corposa antologia, che, unitamente ad una serie di articoli pubblicati su Il Movimento Giuridico Rassegna critica di Dottrina e Giurisprudenza, organo del Circolo Giuridico di Napoli, ci restituiscono anche la valenza di studioso del Villani. Diretta dagli avvocati Domenico Giura e Francesco Parisi, questa rivista, edita a partire dal 1891 fino al 1909, raccolse infatti una vasta gamma di articoli e recensioni giuridiche inerenti al diritto civile, commerciale, penale e amministrativo di vari autori che oggi rappresentano una risorsa preziosa per gli studenti di giurisprudenza, gli avvocati e gli studiosi che vogliono approfondire la comprensione del diritto italiano del XIX secolo. Enrico Villani si spense a Santa Maria Capua Vetere, la sua città elettiva, alla vigilia del novantesimo genetliaco, il 19 gennaio del 1957, mentre esercitava ancora l'avvocatura, lasciando un vuoto nella vita forense cittadina colmato, tuttavia, in parte dai figli Riccardo e Giorgio, l'uno avvocato a Bari, l'altro magistrato a Milano, e dal nipote Alfonso Martucci, già Presidente, tra l'altro, dell'Ordine sammaritano e vice Presidente della Commissione Giustizia dal 1992 al 1994 durante il suo mandato di deputato eletto nelle liste del Partito Liberale Italiano.
Giuliano Iannotta, nato a Sant'Andrea del Pizzone il 7 settembre del 1908, si era laureato a Napoli sotto la guida, tra gli altri, di Vincenzo Arangio Ruiz, discutendo una singolare tesi in Diritto civile: I diritti della moglie del fallito e la tutela dei terzi. Dopo l'esordio nel Foro sammaritano come penalista sotto la guida di Cesare Di Benedetto, il giovane Iannotta optò per il dibattimento civile, una branca più consona alla sua vocazione giuridica, elargendo a piene mani, forte degli insegnamenti di Benedetto Croce e di Luigi Einaudi che aveva adottati a maestri di vita, tutta la sua sensibilità, diligenza e partecipazione alle vicende giudiziarie dei suoi assistiti. Testimonianza della sua prima attività di penalista resta comunque la pregevole esposizione Problemi di attualità del Diritto Penale con la quale recensì gli Appunti sugli elementi del reato, un'importante pubblicazione del professore Alberto Martucci (1899-1955), libero docente di diritto e procedura penale ed insigne penalista del Foro Sammaritano, edita nel 1935 per i tipi dello “Stabilimento Tipografico Progresso” di Santa Maria Capua Vetere. Nel 1957 Iannotta fu tra gli organizzatori della prima edizione del “Premio Pasquale Fratta”, istituito a cadenza biennale dall'omonimo avvocato, a lungo Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori del Foro, con lo scopo di tenere ben desta nei giovani professionisti forensi la passione per il processo penale. Il Premio, intitolato poi, dal 2001, a varie personalità giuridiche forensi distintesi nel corso degli anni, prima ancora di essere in tempi più prossimi a noi riservato agli studenti liceali e universitari, consisteva in una gara di eloquenza, in cui i partecipanti si cimentavano nella simulazione di un processo penale al termine del quale veniva elargita al vincitore, proclamato da una giuria formata da tutti i componenti del Consiglio dell'Ordine Avvocati e Procuratori, un premio in denaro. A far data dal 1991 accanto al collaudato “Premio Fratta” o “simulacro di processo penale”, come era altrimenti noto, fu istituito un analogo agone per il processo civile, dedicato annualmente alla memoria di avvocati distintosi nella professione. Tornando al Nostro va sottolineato che egli fu più volte delegato, in rappresentanza del Foro di Santa Maria Capua Vetere, ai congressi nazionali di Bologna (1957), Palermo, (1959), Bari (1963), Milano (1965) e Perugia (1963); indi Giudizio Conciliatore nella stessa Santa Maria Capua Vetere dal 1957 al 1977. Prima ancora era stato Consigliere dell'ordine e poi segretario, una prima volta nel 1945, con Alfredo Gaito e poi con l'onorevole Giuseppe Fusco nel 1954. Successivamente esercitò ancora quest'ultima funzione fino al 1970 con i presidenti Vittorio Verzillo, Francesco Troiano e Raffaele Papa per poi assumere nel 1972 e nel biennio successivo quella di Presidente. Si spense in Santa Maria Capua Vetere il 25 gennaio del 1985 in seguito ai gravi motivi di salute che quattro anni prima lo avevano costretto a lasciare l'avvocatura.
Giuseppe Marrocco era nato a Pietravairano il 31 luglio del 1922 in una famiglia che, a partire dal padre Benedetto, prima dedito alla professione di avvocato poi a quella di notaio, ha annoverato tra le sue fila, in più di un secolo, il fratello Gerardo, deceduto nel 1990, il figlio Dino, spentosi prematuramente a soli 46 anni, il 20 dicembre del 1992, i nipoti Giuseppe e Gerardo, tuttora in attività. Dopo gli studi superiori presso il Convitto “Giordano Bruno” di Maddaloni e il Liceo Classico “Tommaso di Savoia” di Santa Maria Capua Vetere, Marrocco si laureò all'Università di Napoli, sotto l'attenta guida del professore Alberto Martucci che ne curò la formazione fino all'esame di procuratore legale. Nel frattempo, non mancò di servire la Patria durante il II conflitto mondiale, nel II battaglione d'Istruzione di stanza in Puglia. Uomo dai molteplici interessi culturali, praticò in particolare la pittura, realizzando apprezzabili dipinti, ma fu conquistato anche dallo sport, ambito nel quale assunse la Presidenza del “Gladiator”, la squadra di calcio cittadina, e, soprattutto, dalla politica che lo vide militare, con entusiasmo, nelle fila della sinistra - quantunque amicissimo del futuro Presidente della Repubblica Giovanni Leone, di contrapposta fede politica - accanto a Giorgio Napolitano, altro futuro Presidente della Repubblica, con cui condivise e sostenne le coraggiose battaglie sociali del dopoguerra. Sempre, comunque, si fece apprezzare per la sua poliedrica attività dai concittadini e dai suoi colleghi della Magistratura e dell'Avvocatura, come testimoniano il conferimento del titolo di Senatore dell'Ordine Forense di Santa Maria Capua Vetere, i ripetuti incarichi a presiedere l'Ufficio elettorale per il rinnovo del Consiglio dello stesso organismo e, non ultimo, l'intitolazione al suo nome, nel 2009, della 26ma edizione del «simulacro di processo penale». Giuseppe Marrocco morì nella città che lo aveva accolto, prima come studente e poi come propria dimora, il 12 febbraio del 1990.
Franco Pezzella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 5 Maggio) |