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Indice Eva Pino
 
 
MITATE - Racconti brevi tra realtà e fantasia
 
Personaggi storici sidicini, luoghi simbolo del territorio teanese e espressioni artistiche che l’hanno impreziosito vengono narrati con la libertà dell’immaginazione dando vita a una serie di racconti brevi.
 
 

Il custode del tempo

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C'era una volta, non molto lontano da oggi, un uomo di nome Luigi, che viveva in una città chiamata Teano. Non era un mago, né un eroe, eppure possedeva un potere raro e prezioso: la memoria. Non soltanto la sua, ma quella di tutto il suo paese.
Luigi non dimenticava nulla. Ogni oggetto che trovava, ogni racconto ascoltato dagli anziani, ogni libro polveroso che parlava del suo paese, lui lo raccoglieva e lo custodiva con cura. Aveva trasformato la sua casa in un piccolo museo, un luogo incantato dove il passato continuava a vivere: monete antiche, cartoline, documenti ingialliti, fotografie in bianco e nero, giocattoli di un tempo, e persino il profumo delle storie dimenticate.
In opposizione, fuori dalle stanze della sua casa-museo, avanzava silenziosa una forza oscura, chiamata Oblio. Non aveva volto, ma si muoveva in fretta. Era il mondo contemporaneo, con la sua corsa continua, fatta di schermi che si accendono e si spengono in un batter d'occhio, di parole dimenticate un istante dopo essere state pronunciate. Oblio sussurrava ai giovani: “Non serve ricordare. Conta solo ciò che accade ora.
Molti iniziarono a credergli. I ragazzi non volevano più ascoltare le parole dei nonni, nessuno chiedeva di conoscere il passato. Luigi, però, non si arrese. Il suo potere più grande era la volontà, una fiamma che non si spegneva mai. Ogni giorno ricercava, studiava, catalogava. Ogni sera si sedeva nel suo museo e parlava ai suoi oggetti, come fossero amici, come se potessero rispondere.
Una notte, sognò un grande pino marittimo che cresceva al centro di Teano. Le sue radici erano fatte di libri, fotografie, lettere e storie, e i suoi rami si protendevano verso il cielo in crescita continua. Quando si svegliò, capì: non bastava conservare, bisognava donare.
Così aprì la sua casa a tutti. Invitò le scuole, organizzò laboratori per bambini, creò mostre, raccontò ciò che conosceva a chiunque fosse interessato e scrissi libri per lasciare altre tracce. Piano piano, i giovani iniziarono a tornare. Ascoltavano, chiedevano, si meravigliavano.
L'Oblio, indebolito, cominciò a ritirarsi.
E fu così che Luigi, da tutti conosciuto come il Custode del Tempo, riuscì nella sua impresa. Non sconfisse Oblio con la spada, ma con la memoria condivisa. E il futuro, grazie a lui, poté nascere con radici profonde.
Se viaggiando vi troverete a Teano potrete visitare la casa di Luigi, scoprirete che lui esiste davvero. È lì, nel suo museo, con i suoi libri e oggetti, a essere di esempio, a insegnare ai giovani, a custodire il passato con la stessa passione di un tempo. Non si è mai fermato, perché la sua missione è infinita, come il desiderio di scorrere di un fiume. E chi sa, magari un giorno, sarà proprio uno di voi a sedersi nella sua casa, per ascoltare una delle sue storie.*****

Il custode del tempo

Nel margine sottile tra memoria e silenzio
nessun potere resta
solo mani che raccolgono, occhi che ascoltano
in stanze con pareti di carta
e strade fatte di sabbia,
mentre il mondo applaude la velocità e il frastuono
arsenico dell'essere.
Nel sogno, un albero
cresciuto su fondamenta di storie
e radici fatte di pelle vissuta
capisce, memoria è resistenza
una eco che non perde direzione.
A Teano, una porta aperta
attende di essere varcata.

Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 5 Maggio)