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Indice Eva Pino
 
 
MITATE - Racconti brevi tra realtà e fantasia
 
Personaggi storici sidicini, luoghi simbolo del territorio teanese e espressioni artistiche che l’hanno impreziosito vengono narrati con la libertà dell’immaginazione dando vita a una serie di racconti brevi.
 
 

TEANO IN JAZZ

*****

Zia, senti? È tornata la musica.»
Rachele si era affacciata al balcone con un'aria che mescolava stupore e gioia. Aveva dodici anni, ma in quel momento sembrava più grande, come se portasse in sé i ricordi di chi Teano l'aveva sempre vissuta.
La zia sospirò, poggiando le mani sul parapetto di ferro battuto. «È il jazz, amore mio. Oggi è il suo giorno.»
Era venerdì 23 dicembre, e come ogni anno, la città si preparava a celebrare il Jazz con il suo Festival. Quello era il primo di una serie di eventi che avrebbero animato il weekend richiamando appassionati del genere e amanti della musica.
Sotto la loro casa, nella parte bassa del centro storico di Teano, nella Chiesa di San Pietro in Aquariis, location dell'evento, i tecnici del suono stavano finendo di montare la strumentazione. Mentre alcuni musicisti, con gli strumenti a tracolla, provavano qualche accordo. Il sole cominciava a piegarsi, scivolando via, al contrario del borgo che si svegliava piano piano, come un teatro che riapre il sipario dopo una lunga pausa portata dalla stagione invernale. Le signore si salutavano dai balconi parlando anche dei preparativi per il vicino Natale e i bambini, incuriositi, cominciavano a sbucare da dietro gli angoli, ipnotizzati dal suono di un sax che provava una scala. Quando le prime note cominciarono a danzare nell'aria, leggere come polline, insinuandosi tra i panni stesi e scivolando sulle pietre lisce del basolato a tutti fu chiaro che quello era l'annuncio di qualcosa che stava per accadere.
«Ma perché ogni volta che c'è la musica sembra che la città sia più bella?» chiese Rachele.
La zia sorrise, stringendole la mano. «Perché questa è una città con un cuore che batte a tempo.» La risposta, forse inaspettata, sicuramente poetica fece illuminare il volto della ragazzina che soddisfatta ammiccò e continuò a guardarsi intorno fiera.
Qualche ora dopo, subito dopo la cena, i partecipanti presero posto nella chiesa scelta per ospitare la serata e aumentarne il prestigio.
San Pietro in Aquariis, infatti, rappresenta una delle costruzioni più antiche della città. La sua origine risale al periodo romano. Inizialmente era un tempio pagano, poi nel corso dei secoli, intorno al XIV secolo, forse anche prima, divenne una chiesa. La sua architettura, nel tempo, è stata più volte rimaneggiata dandole l'aspetto odierno.
L'esibizione iniziò con un lieve ritardo. Il primo brano partì swingato e dinamico, con una tromba appassionata. Poi la chitarra manouche lo rincorse energica e brillante, e il contrabbasso cominciò a dialogare avvolgente.
Intanto, Rachele era scesa sotto casa per sentire più da vicino la musica e immaginare ciò che accadeva all'interno.
In un angolo, un uomo osservava in silenzio. Nessuno lo conosceva. Aveva un aspetto originale, portava un cappello a falda larga, gli occhi nascosti dietro occhiali tondi e una morbida giacca.
«Scusi, lei suona stasera?» gli chiese Rachele curiosa, dopo un po' che gli gironzolava intorno.
L'uomo si voltò lentamente. «Non questa sera. Ma io suono ogni volta che Teano ricorda chi è.»
Lei rise, pensandolo un po' matto, cercando l'appoggio dei suoi amici scesi come lei per sentirsi più vicini a quella atmosfera magica. Ma quando si voltò di nuovo, l'uomo era sparito.
La notte si era fatta profonda quando si sentirono gli ultimi applausi convinti, fragorosi. Rachele si affacciò dal balcone per concludere con qualche altra immagine quella giornata. Vide le persone uscire dalla chiesa, salutarsi e salire verso il centro per poi raggiungere, ognuno, la propria abitazione. La ragazzina provo a cercare con lo sguardo l'uomo misterioso e non vedendo nessuno interrogò nuovamente la zia:
«Prima un uomo se ne stava in disparte nel vicolo ad ascoltare la musica e poi all'improvviso e sparito. Tu lo conosci, indossava un insolito cappello?»
Le rispose, per nulla stupita, seduta comodamente sul divano.
«È lui. È tornato.»
«Chi?» chiese Rachele.
«Il custode. Il jazz non nasce nei conservatori, lo sai? Nasce nelle strade. E anche in quelle della tua città.»
La ragazzina non comprese pienamente il significato delle parole della zia, ma se le fece bastare considerata anche l'ora.
Teano quella sera dormì tardi, e Rachele più tardi ancora. Sognò la musica che cammina da sola nei vicoli, gli spiriti degli strumenti dimenticati e le note che si posano sulle case avvolgendole di luce.
Perché a Teano, la musica non è solo suonata.
A Teano la musica è viva.

*****

Lentezza verticale

Un suono
scivola tra i panni stesi
come un pensiero che non si dice,
poi sale le scale del silenzio
con scarpe leggere
e accorda emozioni.
Teano respira in levare
con un cuore che pulsa ottoni
e memoria.
Le vie si aprono a ventaglio,
e un contrabasso
versa luce sulle finestre chiuse,
così la musica le abita.
In quel momento,
la città segue una partitura jazz,
il suono si arrampica
tra le persiane
e danza tra i fili del bucato.
Rachele sorride,
chiude gli occhi,
e si lascia riconoscere.

Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 3 Marzo)