Sembra strano in un mondo piccolo e circoscritto, la nostra quotidianità, in cui tutto si squaderna a tutti, senza il pudore e con troppa prepotenza ed arroganza, che rappresentanti delle Istituzioni della nostra Repubblica buttano al centro del dibattito, per troncarlo al suo sorgere, con una decisione brutale, il non aver iscritto sulla propria Agenda problemi e fatti, grandi come un elefante, pur di non rispondere.
Affrontare fatti e problemi vuol dire mettere in gioco la propria credibilità, ormai nessuno crede più a nessuno, e la propria moralità, se ancora ne esiste la traccia, nell’esercizio di un mandato ricercato con mezzi leciti, così dovrebbe considerarsi il voto con cui si viene scelto, a cui nessuno può sottrarsi.
Ma di che Agenda si parla?
Se questi personaggi, meglio professionisti di cialtronerie, tronfi e pettoruti per avere nelle proprie mani qualcosa di cui loro stessi non sanno cosa farne, non è che sono ingenui e di primo pelo ma stonati nel contesto in cui sono costretti ad agire, presi per il colletto, mi si perdoni la metafora, e costretti in modo deciso ad aprire bocca non sapendo argomentare, non ne sono capaci perché la maggior parte sono tardivi diplomati o laureati dalla poltrona di casa, si trasformano tutti in prudenti attendisti.
Sono attendisti nel rispondere ma sono veloci e voraci nell’aggredire tutto ciò che gli capita sotto mano. Non fanno alcuna eccezione, la voracità del potere li porta a rinnegare anche la loro madre.
Nessuno crederà mai all’innocenza di chi passa le sue notti nel letto della sorella di un indagato su presunti comportamenti illeciti nell’ambito delle gare di appalto dell’Anas ed è Ministro dei Trasporti oltre a Segretario della Lega, partito di Governo.
Nessuno crederà al suo non sapere ciò che il fratello della sua ultima fiamma combina con i suoi traffici non sempre gratuiti e trasparenti di intermediario per la concessione di appalti dell’Anas ad amici e sodali e non può glissare con “non ho in Agenda il problema” su domande a cui deve in modo assoluto rispondere perché è un Ministro della Repubblica.
Il Ministro sapeva già prima che si invaghisse della sua ultima fiamma che il papà di lei era ed è agli arresti domiciliari e sta scontando una condanna per bancarotta fraudolenta ed anche lui indagato come il figlio del reato di corruzione, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.
Chi sa leggere tra le righe dell’accusa appare chiaro che, padre e figlio di cui si parla, certe cose, uso un eufemismo mascherato, si fanno solo se si è sicuri di avere via libera e protezione da chi condizione lo stesso Governo del Paese e anche garante di una immunità sicura.
Altro “non ho in Agenda il problema”!
Si tratta di chiara collusione per conseguire un fine illecito ai danni dello Stato.
Mentre un rubagalline qualsiasi non ha diritto alla giusta presunzione d’innocenza e subisce in modo immediato la dura e giusta punizione che merita.
E che dire di chi con la sua combriccola trascorre la serata di fine anno in una sperduta sede di una pro loco di un Comune di solo 99 abitanti in provincia di Biella e per meglio divertirsi porta con sè una pistola, debitamente autorizzata per la sua difesa, e gli parte improvviso un colpo e ferisce alla gamba, pur di striscio, uno dei partecipanti alla festa?
Se la pistola fosse appartenuta ad un comune festaiolo il povero diavolo ora sarebbe stato accusato di tentato omicidio e trattenuto ai domiciliari.
Se un uomo politico di primo piano, un deputato che appartiene al partito del Presidente del Consiglio, porta una pistola carica in una festa alla quale è presente un membro del Governo del Paese e non sa fare in modo che non sia un pericolo o che nessuno vi possa mettere le mani sopra, ha dichiarato di non aver premuto lui il grilletto, significa che ha dimenticato che nella sua Agenda è scritto in modo chiaro il corretto uso di un’arma legata strettamente alla propria difesa.
Questi rappresentanti delle Istituzioni, è una malattia molto diffusa, non conoscono, ma nessuno gli crede, nemmeno l’Agenda di cui si parla perché tronfi del loro successo, a volte comprato, che il popolo gli ha dato, identificano il potere con loro stessi e volutamente calpestano le regole sancite dalla Costituzione.
E glissiamo, per pietà umana che è un’amara considerazione e non condivisione, sui personaggi che allo schioccare delle proprie dita trasformano un treno Freccia Rossa nel tram 22 della Torretta. Per questi fanatici del potere tutto ciò che toccano è proprio e ne fanno ciò che vogliono.
C’è ancora da aspettarsi del peggio.
Basta uscire furori casa e girare per il proprio paese per incrociare questi tronfi imitatori del nulla, scimmiottando in modo indecoroso ed offensivo chi più in alto di loro lo fa per mestiere, dirti “… non è nella mia Agenda”
Sanno di esseri immuni e non risponderanno mai delle loro malefatte perché manca in chi silenziosamente li subisce ed in chi li controlla la convinzione e l’orgoglio di liberarsi di loro.
Ognuno di noi possiede una propria Agenda che è la propria coscienza, la propria dignità ed onestà in cui ogni giorno scrive ed annota le proprie azioni di vita. Noi ci confrontiamo con essa e ne accettiamo i suoi rimproveri se ci allontaniamo dalle regole che essa contiene.
Fortuna è che ne siamo ancora tanti.
Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 1 Gennaio) |