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I colpi di sole

 

Il caldo non si attenua, anzi ci sono giorni in cui l’afa che lo accompagna costringe un po' tutti a ricercare qualsiasi refrigerio. Ci sono sempre quelli che sfidano questi cambi climatici, per mostrare la loro indifferenza che nulla è cambiato, trovano vie alternative per dire che è il caldo di sempre.
È la metafora del caldo che può produrre freddo se lo pensiamo e lo viviamo ma una borsa di acqua gelata sulla testa avrebbe un effetto migliore per allontanare l’ansia di un caldo che non passa e che porta il nostro complicato cervello in ebollizione.
Le notizie che vengono diffuse senza pudore e ritegno sui media sono la risposta a questo surriscaldamento della nostra materia grigia che sembra trovare in esse la giustificazione per potersi liberare dai controlli che ha per natura.
Come ultimo atto di chi per raffreddare la sua scatola cranica e scrollarsi il caldo ed il sudore appiccicaticcio che comunque trasuda dal proprio corpo, usa la sua plateale cafonaggine, non si può definire in un modo diverso, trasformando in un bivacco da trogloditi una bellissima spiaggia rifugio delle nostre isole.
Si è giunti, questo è solo dovuto allo spirito di vigliaccheria e di impotenza, di suggerire a voce grossa a chi governa oggi il nostro Paese, sull’entusiasmo dei rinnovati rapporti messi in essere in questi giorni di afa e di caldo con la Cina, di vendere, nemmeno di concederla in comodato d’uso gratuito, la nostra Sicilia alla Cina per poterla risollevare dalla tragedia che la gente dell’isola sta vivendo per la mancanza di acqua.
Una persona con cui interloquivo, oggi l’interlocuzione è l’unico mezzo che ha sostituito il dialogo chiaro e schietto, si chiedeva perché fare il ponte sullo Stretto di Messina se la Sicilia sarà venduta ai cinesi. Non si è dato una risposta, per il momento, se non quella di sperare in una forte grandinata che ci sorprenda tutti e ci faccia svegliare dal torpore e pensare come affrontare, soli con noi stessi, un futuro prossimo difficile e duro.
Lascio a chi legge rispondere alla maggior parte delle bazzecole e frivolezze in libertà sparse sui vari media perché ognuno si crede depositario di qualcosa che nessuno gli ha dato ma che si ha creato a proposito pur di parlare dell’inutile che non diverte ma aumenta l’ansia di un’estate opprimente con la sua asfissiante afa che in veste di califfo di una tribù boccheggiante su una spiaggia del nostro Bel Paese invita i suoi seguaci a chiudere ogni approccio di interlocuzione, ahimè, con un ammazza caffè di ultima generazione, una fetta di anguria.
La protervia, sempre dovuta ad una stagione estiva che tutti considerano anomala ma non diversa da quelle passate, ha condizionato molte di quelle persone che si considerano intoccabili e che, per il momento, hanno nelle loro mani il destino del nostro Paese. Avendo esaurito i soliti sproloqui ne hanno inventato altri per distrarre il popolo da quelli che sono i temi principali di discussione che ci condizionano la vita.
I mantra che sono stati creati rispecchiano l’anomalia di una stagione che ha perso la normalità di essere considerata un periodo di riposo e di svago.
Non è nelle intenzioni di chi scrive essere di parte ma ciò che si è voluto con insistenza quasi spasmodica far passare come necessità impellente da attuare rasenta, se non è pura follia, ciò che in passato ha già vissuto il nostro Paese.
Se un individuo ruba ciò che non è suo in uno Stato di diritto deve essere perseguito e, se colpevole, condannato.
Non esiste nessuna norma giuridica che giustifica chi ruba, anzi non esistono sconti nemmeno per quelli che rubano per necessità.
Invece in questa calda e afosa estate abbiamo letto e sentito con insistenza che lo Stato deve provvedere ad una salvaguardia, perché non dire immunità, per chi è al vertice del potere politico di una Regione o del Paese e si lascia corrompere o che corrompe.
Si è anche letto che questi nuovi satrapi fanno quello che fanno, corrompono e si fanno corrompere, perché altrimenti si mette in crisi la vita economica dei loro amministrati ricordando a tutti un mantra bugiardo, ma lo fanno passare per veritiero e necessario, che loro sono stati scelti dal popolo per governarlo e quindi sono giustificati nel fare ciò che fanno.
Questo mantra di essere stati non eletti ma scelti dal popolo, a vederli la maggior parte appaiano poco rassicuranti, ha portato a polemizzare sino all’esasperazione anche su notizie o ironiche battute che in altri tempi, ci sono sempre state e hanno prodotto solo ilarità e compiacimento da parte degli stessi protagonisti.
Chi non ricorda Forattini che in tempi non tanto lontani dissacrò con le sue vignette personaggi politici potenti? Gli stessi personaggi e noi stessi ci divertimmo tanto. Eravamo diversi, no. Si accettava la battuta ironica e la satira necessaria per capire meglio il mondo intorno a noi.
Ora si censura e si rischia l’epurazione se si occupa un posto di rilevanza negli enti statali o controllati dallo Stato oppure, come pensa qualcuno, la battuta ironica e la satira che tocca chi governa il Paese deve essere considerata un segnale serio di minaccia da perseguire con leggi speciali, perché chi è stato scelto, non eletto, dal popolo è intoccabile.
Questo mantra di essere lo Stato e tutto ciò che fanno, anche le schifezze più orrende ed offensive per chi tira la carretta per sopravvivere, non deve essere messo in discussione perché sono stati scelti dal popolo lo si legge nell’ultima trovata del governatore del nord, non più presidente per non confonderlo con quello di una squadra di calcio.
Questo governatore, scioccato dalla raccolta di firme per la richiesta del referendum su una delle leggi sfornate in piena notte, quella della Autonomia Differenziata, si è fortemente lamentato che tale richiesta divide in due la Nazione, per loro non esiste il nome Paese, e che i promotori di tale referendum sono dei nemici del governo perché usano una narrazione inaccettabile e una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini.
Il caldo afoso di questa estate ha provocato danni irreparabili nel cervello di qualcuno che non vuole essere disturbato nel suo sogno di essere il padrone di cosa, una regione d’Italia, non sua ma che gli è stata data per un tempo limitato per amministrarla. Lui, in scadenza, la vuole governare a vita.
Tra le tante notizie che si sono lette sui media una colpisce per la sua schiettezza espositiva e che conforta per la sua normale chiarezza discorsiva: quella di un vacanziero nostrano che risponde alla domanda che viene fatta a tutti quando si apre la pagina di Facebook “A che cosa stai pensando”.
Con chiarezza dice la sua: è in una spiaggia disteso sul lettino sotto l’ombrellone per difendersi dal sole che picchia forte ed ha pagato per intero l’abbonamento per un ombrellone e due lettini, un costo per lui non da poco. Si domanda se fosse più giusto pagare il 50% perché il gestore del lido mette l’ombrellone e sdraio e i cittadini mettono la loro spiaggia.
Non è un’invenzione ma un post veritiero che ci racconta di un’estate, non è ancora terminata, ancora da raccontare.

Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 8 Agosto)